Vieste (FG), il Pizzomunno e i trabucchi

13 agosto 2009 · 4 commenti

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Vieste

Vieste (FG) è  una delle perle del Gargano. Un paesaggio costruito dalla natura e dall’uomo nel corso dei secoli, fatto di baie e grotte, ulivi e mandorleti, pini d’Aleppo e boschi di quercia e faggio, tanto mare da godere per diversi mese all’anno e scorci di paese.
Vieste che sorge su un promontorio roccioso che si protende verso il mare è di origine greca, anche se sparse in un territorio abbastanza ampio sono state rinvenute tracce delle prime popolazioni che hanno abitato questi luoghi sin dal Paleolitico.
All’inizio della spiaggia “del castello”, una splendida spiaggia di sabbia dorata, si innalza il “Pizzomunno“, un bianchissimo monolito solitario e maestoso, alto poco più di venti metri, frutto inconsueto dell’erosione del vento e del mare. E’ uno dei simboli che hanno trasportato l’immagine di Vieste e del Gargano nel mondo intero, insieme alla leggenda popolare che l’accompagna.
Si narra infatti che “Pizzomuno” fosse un giovane pescatore tramutato in roccia da sirene gelose che mal sopportavano il suo amore per una dolce fanciulla del luogo. Ogni cento anni, in una notte di luna piena, come d’incanto, l’enorme roccia si trasforma e riacquista le sembianze umane. “Pizzomuno” torna così ad amare la sua diletta fino all’alba quando l’incantesimo si rompe.
Lungo la costa di Vieste è possibile ammirare i trabucchi, antichi strumenti di pesca, vere opere dell’ingegno umano. Tra i più grandi quello ultracentenario che sorge sulla penisoletta di San Francesco (in concessione al WWf di Vieste) e quello di Punta Santa Croce, in fase di restauro come quello della Ripa e di San Lorenzo. Il trabucco è un antico strumento da pesca costruito in legno di pino d’Aleppo. Secondo alcuni storici locali il suo utilizzo risalirebbe addirittura al tempo dei fenici e, sicuramente, rappresenta il più antico strumento di lavoro ancora in  uso tra i pescatori che operano lungo le coste di Peschici, Vieste e Pugnochiuso. La struttura è costituita da pali conficcati nella roccia e da un sistema di funi che trattengono una grande rete detta trabocchetto che sfrutta la confluenza delle correnti marine per intrappolare il pesce. Al trabucco di san Francesco vengono organizzate visite guidate durante le quali, grazie alla maestria di vecchi trabuccolanti si può assistere alla tradizionale pesca accompagnata  dalla spiegazione di tutte le operazioni.
La costa di Vieste si estende per 40 chilometri; all’incantevole litorale, fatto di grotte, anfratti, baie e spiagge sabbiose e ghiaiose dedicheremo presto un articolo a parte.
Tutto il centro storico, di origine medioevale, merita di essere visitato con attenzione.
Cosa vedere a Vieste:
Castello Federico II di Svevia o Castello Svevo: fu fatto restaurare nel 1242 da Federico II su ruderi di un antico maniero d’epoca angioina. Attualmente è zona militare.
Cattedrale dell’Assunta: è una delle chiese più antiche in stile romanico della Puglia. La cattedrale è edificata nel centro dell’area più alta della città medioevale, di poco al di sotto del castello; l’accesso alla chiesa è garantito da un sistema di ripide scalinate. Fu costruita dai Normanni all’inizio del XI secolo sulle rovine di un antico tempio della dea vesta e fu dedicata a Santa Maria dell’Assunta. Fu trasformata da Federico II nel XIII secolo e poi nuovamente rifatta nel 1800. Al suo interno sono custodite tracce primordiali della sua costruzione (colonne, capitelli, archi e finestre) ed importanti opere pittoriche del 1581 e del 1600, non chè la statua della Madonna di Merino, protettrice di Vieste.
Palazzo Vescovile: sede vescovile dal 1109 al 1818, anno in cui il vescovado passò a Manfredonia. Tra i suoi vescovi ricordiamo Ugo Boncompagni, futuro Papa Gregorio XIII.
Chianca amara: grosso frammento di roccia che ricorda l’eccidio di centinaia di viestani da parte del corsaro turco Dragut nel 1554; su di essa furono decapitati innocenti cittadini viestani ad opera di feroci bande turche che assalirono il paese saccheggiandolo e portando morte e distruzione.
Museo Civico: ricavato da un antico frantoio dell’800; vi sono conservati reperti di epoca preromana.
Chiesa di San Pietro:  incorporata nello stabile che nel 1700 era l’ospedale; in essa si può ammirare il pregiato dipinto del Tomaiuolo raffigurante San Simeone.
Chiesa di San Francesco: antico monastero più volte distrutto dai Turchi.

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