Thiene è una graziosa cittadina in provincia di Vicenza, a 25 km dal capoluogo di provincia e al centro della Pedemontana Vicentina, un territorio di particolare bellezza a nord di Vicenza e ai piedi dell’Altopiano di Asiago.
L’occasione per visitare Thiene è stata la recente manifestazione “Natale di fiaba”. Ricordiamo che fino al 17 gennaio 2010 è possibile visitare presso Villa Fabris la Mostra dei Presepi Artisitici (orario di apertura nei giorni feriali dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19; nei giorni festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 20) dove si possono ammirare presepi realizzati con il materiale più vario, spesso associato in combinazioni di sorprendente originalità ed eleganza: terracotta, vetro, oro, legno, ceramica, pane, cioccolato,… vere e proprie opere d’arte.
Si può arrivare a Thiene con l’autostrada A4 Milano-Venezia immettendosi poi nell’autostrada Valdastico A31 (uscita casello Thiene-Schio) oppure con la ferrovia Vicenza Schio o con un servizio di autolinee da Vicenza e dai principali centri della zona (Asiago, Bassano del Grappa, Asiago).
Un’antica tradizione vuole che le persone di passaggio, qualora girassero per tre volte attorno alla fontana prospiciente il Municipio di Thiene, quasi sicuramente metteranno radici in città; un avvertimento necessario per gli ospiti che potranno, per molte ragioni, essere sedotti da questo territorio: la sua storia millenaria raccontata da numerosissime testimonianze artistiche, l’ambiente naturale, il folclore, frutto di tradizioni e memorie conservate.
Thiene ha origini romane; nel 1166 divenne libero Comune. Dal 1237 fece parte dei domini di Ezzelino da Romano al quale subentrarono prima gli Scaligeri e poi i Visconti. Dopo la dedizione a venezia, nel 1404, iniziò un periodo di prosperità, consolidato nel 1492 con la concessione del mercato franco. Alla caduta della Serenissima furono i francesi e poi gli austriaci ad occupare la città fino all’unità d’Italia. Durante la prima guerra mondiale Thiene venne a trovarsi nelle immediate retrovie dei campi di battaglia e per l’aiuto prestato fu insignita con la croce al merito di guerra.
Da vedere a Thiene:
Castello Porto Colleoni Thiene: Il castello Porto Colleoni Thiene è il più cospicuo edificio gotico sorto nella provincia di Vicenza ad uso di dimora civile nel XV secolo. E’ considerato un esemplare unico nel suo genere, un caposaldo nell’evoluzione delle ville venete in quanto associa alle caratteristiche del castello anche quelle del palazzo veneziano e in particolare della casa-fondaco, in parte residenza ma anche magazzino e luogo di commercio. Il corpo principale presenta sul fronte cinque archi, leggermente ogivali e un grande portego a forma di T, forma che si ripete al primo piano dove, al centro, campeggia una grande pentafora gotica, raro esempio al di fuori di Venezia. L’edificio è forse da attribuire all’architetto Domenico da Venezia “ingegnere” della città di Vicenza nel periodo 1448-1453 per il Duomo e il palazzo della ragione. Il camerone del camino, affrescato da G. Battista Zelotti e G. Antonio Fasolo, i due più significativi allievi del veronese, mostra una imponente cappa trilobata del XV secolo e, alle quattro pareti, sotto un lungo fregio di ghirlande, putti, frutta e bucrani, si apre un’ampia prospettiva architettonica dove sisvolgono quattro scene di storia romana, narrate da Tito Livio. Nelle sale adiacenti sono presenti un’estesa collezione di ritratti e arredamenti d’epoca. Molto interessante la Galleria dei cavalli, grande sala al primo piano dedicata alla “celebrazione” dei cavalli: si possono ammirare quattro ritratti equestri di anonimo pittore seicentesco che rappresentano cavalieri della famiglia Porto in atto di far eseguire ai cavalli delle “posizioni” di dressage. Altre otto tele, recentemente attribuite a Francesco Balante, rappresentano il cavallo in fase di addestramento con il suo palafreniere; sullo sfondo scene di caccia e di battaglie rivelano le finalità per cui il cavallo viene istruito. E’ ipotizzabile che questi cavalli siano stati addestrati a thiene nelle splendide scuderie, costruite proprio all’inizio del XVIII secolo, su progetto di Francesco Muttoni. La sequenza di 32 “poste” è scandita da colonne in marmo rosso di Asiago, sormontate da tutti in pietra di Vicenza. il pavimento riproduce un complesso disegno “a catena” realizzato con pietre martellinate bianche e rosa. La prima posta fornisce l’acqua corrente di una roggia realizzata nel 1281. Un dettaglio particolare è rappresentato da una pietra forata (un “orecchio di Dionisio”, ora chiuso) che comunicava con la casa dello stalliere, permettendogli una sorveglianza continua della scuderia. Di fronte al portone d’ingresso, al di là delle mura di recinzione, si trova la chiesa “di ragion del casato”, dedicata alla Natività di maria, edificata alla fine del XV secolo.
Orario apertura: visite guidate da marzo a novembre, tutti i giorni su prenotazione per comitive minimo 20 persone; inoltre tutti i i giorni dei pomeriggi festivi ore 15,00, 16,00 e 17,00 (www.castellodithiene.com) per visite individuali e di gruppo. E’ possibile inoltre effettuare visite d’istruzione dedicate alle scuole materne, primarie e secondarie, calibrate sulle diverse fasce di età scolare, che mettono a fuoco l’architettura, la storia della villa, gli usi e costumi della nobiltà veneta. Si organizzano e si ospitano esposizioni, banchetti, ricevimenti per matrimoni, concerti, sfilate di moda, servizi pubblicitari e fotografici.
Chiesa della Natività (Chiesetta Rossa o Ceseta Rossa): fu eretta nel 1470 circa, dalla nobile famiglia Da Porto. Può essere considerata un vero gioiello dell’arte gotica, con uno stile che richiama quello del Castello di fronte. Ha pianta rettangolare con volta a doppia crociera; l’abside è pentagonale con volta a lunette. Ha un solo altare, sul quale si trova una splendida “ancona” in legno scolpito, divisa in tre riquadri, separati da pilastrini con ricca trabeazione, che raffigurano la Vergine con S. Francesco e S. Bartolomeo. La chiesetta racchiude diverse testimonianze e le spoglie di alcuni illustri personaggi delle famiglie dei Colleoni e dei da Porto.
Chiesetta di San Vincenzo: Chiesa del secolo XIV, contiene importanti affreschi del XIV e XV secolo, una pala d’altare di A. Maganza e una bellissima icona (scuola veneta del ’400). Tra le costruzioni religiose di Thiene è quella più antica.
Duomo di San Gaetano in Santa Maria Assunta: chiesa madre già citata in documenti del secolo XI, è stata più volte rimaneggiata. L’ultimo intervento risale agli inizi del ’900. Ospita importanti opere d’arte. Nel presbiterio è conservata una grandiosa tela di Sebastiano Ricci. Nella Piazza Duomo il Museo di Arte Sacra è aperto su prenotazione tutto l’anno e da marzo a novembre tutte le domeniche dalle ore 16,00 alle ore 19,00 con possibilità di visite guidate; raccoglie paramenti, sacri, oggetti liturgici, icone di diverse epoche.
Chiesa del Rosario: documentata la sua antica origine. Vari gli interventi a partire dal ’50. Interessanti le opere d’arte fra le quali dipinti del Maganza e dei Carpioni.
Torre Civica Campanaria o Campanile del Serlio: fu costruita tra il 1640 e il 1655 su progetto datato 1549 dell’architetto bolognese Sebastiano Serlio; è uno dei pochissimi campanili dotati di sottopasso alla base.
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Volevo segnalare, soprattutto a coloro che organizzano le gite fuori porta per assaporare le specialità gastronomiche della nostre regioni, che la proloco di Thiene organizza uno degli eventi della provincia vicentina tra i più datati dedicati alla famosa specialità del baccalà alla vicentina. Infatti la prima settimana di ottobre si svolge a Thiene la sagra del baccalà e della polenta, che attira numerosissimi turisti amanti di tale cibo, comparso sulle tavole vicentine nel XVI secolo. La preparazione di questo piatto è molto lenta; si prende lo stoccafisso (merluzzo essiccato) e lo si mette a bagno per tre giorni in acqua corrente; in seguito lo si deve pestare e pulire, quindi infarinare e cuocere a fuoco lentissimo con abbondante cipolla in un tegame di coccio, ricoperto di latte e olio in uguali quantità. La ricetta viene tramandata di generazione in generazione e quasi ogni famiglia utilizza una o più piccole varianti, in ogni caso il baccalà deve essere di eccellente qualità; la migliore è considerata quella detta Ragno, proveniente dalle Isole Lofoten in Norvegia.
Grazie della segnalazione. A ottobre vedremo di parlare più nel dettaglio di questa sagra del Veneto.
Sempre a proposito di specialità gastronomiche di Thiene ho trovato questa notizia: la specialità dolciari della città di Thiene è il “Dolce Thienese”, detto anche “Treccia d’Oro”. Questo dolce è un dolce ideato dalla famiglia di noti pasticceri e ristoratori thienesi “Signorini”. Romano Signorini importò dalla capitale austriaca la ricetta del dolce dell’imperatore Kranz ma fu il fratello Ezio che rielaborandolo inventò la “Treccia d’oro”. In passato l’alta borghesia padovana e vicentina prima di recarsi sull’Altopiano di Asiago e Folgaria si fermava a Thiene per degustare questo dolce tipico a base di farina, uova, burro, uva passa, cedrini e arancini. Tuttora la si può degustare nelle pasticcerie del centro della cittadina thienese.
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