Tellaro (SP)

6 ottobre 2009 · 4 commenti

sotto Liguria, Luoghi

Tellaro, una frazione del comune di Lerici, è un pittoresco borgo marinaro che si trova all’estremo orientale del Golfo dei Poeti, su uno sperone roccioso che degrada verso il mare. Tellaro fa parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia“.
Le sue origini sono collegate all’antico borgo di Barbazzano che con la grande peste del 1348 si spopolò favorendo lo sviluppo di Tellaro, probabilmente sorto tra il 1320 e il 1380.
Tellaro rappresentava perciò la roccaforte per proteggere il ricco paese a monte. Quando Barbazzano fu raso al suolo dai saraceni, i sopravissuti si rifugiarono sul mare e Tellaro si affacciò alla storia. La posizione sugli scogli, priva di approdi, e le mura fortificate la rendevano sicura; lo stesso campanile della chiesa di San Giorgio e l’oratorio di Santa Maria in Selàa erano in origine parte integrante della fortificazione.
Il nome Tellaro potrebbe derivare da “tela” per i commerci di tele e stoffe, o dal latino telus ad indicare il dardo, la freccia usata per la difesa, o addirittura dall’etrusco o palep-ligure tular che significa “confine del villaggio”.
La struttura del borgo antico si basa sulle originali fortificazioni, con le case circondate dalle mura sul lato nord-occidentale. Delle tre torri esistenti rimangono oggi le due di origine pisana, una trasformata nel campanile della Chiesa di san Giorgio del XVI secolo e l’altra all’ingresso del paese, nei pressi dell’oratorio di Santa Maria in Selàa.
La Chiesa di San Giorgio si trova direttamente sul mare, circondata dalle case dai tipici colori liguri addossate le une alle altre tra gli stretti carruggi. Risalente al XVI secolo si presenta in colore rosa pastello molto caratteristico. La vecchia chiesa, che con la sua abside sembra proprio una nave pronta ad essere varata, conserva alcuni marmi forse provenienti dall’omonima chiesa di Barbazzano, una pala marmorea scolpita a basso rilievo, del secolo XVI, mentre il fonte battesimale di stile barocco e la statua di San Giorgio sono state trasferite nella nuova chiesa parrocchiale Stella Maris, costruita nel 1942.
La chiesa è legata alla leggenda del polpo, come reca un’iscrizione “Saraceni mare nostrum infestantes sunt noctu profligati quod polipus aer cirris suis sacrum pulsabat”. La leggenda racconta il salvataggio di Tellaro da un attacco notturno dei pirati saraceni, nel medioevo, ad opera d’un polpo gigante che destò la popolazione suonando a martello le campane della chiesa. In ricordo di ciò la seconda domenica di agosto si svolge la tradizionale sagra del polpo.
L‘Oratorio in Selàa risale al secolo XVI. Il toponimo Selàa deriva dalla denominazione “Sull’Ara”. L’edificio è posto su una terrazza tra i carruggi del borgo; in origine era una fortificazione che nel 1660 divenne sede della compagnia dei Battuti di Santa Maria. Tra i pilastri della facciata si aprono due nicchie e nel timpano è murata un’effige marmorea della Vergine con due donatori. Venne sconsacrato nel 1940 quando la regina Marina lo requisì per trasformarlo in alloggio militare. Oggi la struttura, completamente restaurata, ospita eventi culturali e di recente è diventata casa comunale per la celebrazione di matrimoni civili.
Anticamente la vita del paese si svolgeva nella piazzetta prospiciente il mare, ancora oggi ingombra di coloratissime barche e circondata dalle caratteristiche case disposte a semicerchio.
Oggi Tellaro è caratterizzato da una piazzetta ritrovo sulla quale si affacciano diversi esercizi commerciali. Oltre la piazzetta ed il centro storico possiamo ammirare il paesaggio roccioso che difende l’intimità  dei cosiddetti “spiaggioni”, ampie spiagge selvagge ed incontaminate, alle quali si accede dal mare solo con servizi appositi.
Tellaro è raggiungibile da un’unica via di comunicazione carrabile che si dipana a picco sul mare, passando per Maralunga e Fiascherino, e da alcuni sentieri pedonali che dai borghi sovrastanti calano verso il mare.
Meta di molti artisti italiani e stranieri, a Tellaro hanno trovato dimora, tra gli altri, mario Soldati, regista e scrittore, che visse tra Milano e Tellaro dal 1960 al 1999, e Attilio Bertolucci, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, che veniva a cercare quiete soprattutto nelle mezze stagioni.
A mezza costa sulla collina, tra il verde degli ulivi, appaiono le rovine di Barbazzano, antico borgo del quale sono rimaste tangibili tracce di grande interesse storico, come la torre a base quadrata o la chiesetta sul crinale dedicata a San Giorgio che compare per la prima volta fra le carte del monastero di S. Venerio nel 1280. All’interno sono ancora visibili tre feritoie, l’antico portale in pietra e i cardini del portone.
Lungo l’incantevole baia fra rocce frastagliate ed alberi di pino, lecci ed ulivi, tra Lerici e Tellaro, si trova il piccolo centro di Fiascherino. Nel 1913-1914 nel paese dimorò lo scrittore inglese David Herbert Lawrence e la sua compagna Frida. La Casa Rosa di Fiascherino nella quale visse lo scrittore David H. Lawrence è meta di colti turisti soprattutto inglesi. Due sono le spiagge di Fiascherino: la prima è sabbiosa e riparata dal vento. La seconda, più piccola, è quella che tutti ricordano per il soggiorno di Lawrence.
Alcune notizie sulla cucina tipica di Tellaro.
Dalla leggenda del polpo campanaro che ha salvato i tellaresi dai pirati saraceni, derivano varie ricette tipiche. Il piatto tipico è il polpo “alla tellarese”, ossiail polpo lessato con patate e condito con olio di Tellaro, olive snocciolate e un trito di aglio e prezzemolo, sale, pepe e succo di limone. Un’altra versione è il polpo “all’inferno”, stufato con foglie di alloro, maggiorana, peperoncino, pomodoro e una spruzzata di vino bianco. Caratteristica di qui è anche la focaccia dolce, con uvetta, pinoli e canditi, più morbida della nota focaccia genovese. la torta di riso dolce viene preparata soprattutto per la festa patronale di San Giorgio.
Tra le feste di particolare suggestione che si svolgono a Tellaro vi è il “Natale subacqueo“.  Da oltre trenta anni il 24 dicembre si svolge questa tradizionale manifestazione, a cura dell’Unione Sportiva, che celebra la nascita del Gesù. Per l’occasione il borgo si illumina della luce calda di migliaia di lumini di cera e la statua del Bambino emerge dalle acque trasportata da un gruppo di subacquei e depositata nella mangiatoia, in una suggestiva scenografica pioggia di fuochi d’artifico che cadono sui tetti.

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