Senigallia, in provincia di Ancona, è una graziosa cittadina, che merita di essere visitata non solo durante le ferie estive, ma in ogni periodo dell’anno, in quanto offre numerose opportunità ai turisti.
Senigallia, non è solo la spiaggia di velluto sull’Adriatico, ma è anche un vivace ed elegante centro storico con numerosi monumenti da vedere, ma anche negozi e locali accoglienti. Le sue piazze, i suoi viali, i suoi giardini sono luoghi piacevoli che invitano a passeggiare e a scoprire veri tesori d’arte e di cultura.
E’ un buon punto di partenza per chi ama scoprire il territorio con la bicicletta; vengono organizzate interessanti gite in bici attraverso le colline marchigiane.
Da Senigallia inoltre si possono organizzare escursioni di una giornata a vicine mete interessanti come Urbino, Loreto, Ascoli Piceno, Macerata e alle Grotte di Frasassi.
Senigallia fa anche parte dell’Associazione delle Città del Pane, l’associazione che si occupa di valorizzare e promuovere la tradizione della panificazione.
Cosa vedere a Senigallia:
Foro Annonario: è una grande piazza circolare, luminosa grazie ai mattoncini di argilla chiara di cui sono ricoperti il tetto e le colonne dei portici, che ospita il mercato e l’antica pescheria. E’ stata progettata nel 1834 dall’architetto senigalliese Pietro Ghinelli, in uno stile lineare neoclassico, per ampliare gli spazi commerciali all’interno della cinta muraria. Grazie ai restauri curati dall’architetto Massimo Carmassi ora è anche sede, nei locali del sottotetto con capriate in legno a vista, della Biblioteca Antonelliana e dell’Archivio comunale. Una sala lettura e una sala conferenze racchiusi in un pezzo di storia della città meritano una visita.
Rocca Roveresca: la rocca è unita a Piazza del Duca da un lungo pontile, che ne ricorda la funzione difensiva svolta nei secoli, a partire dall’epoca romana. Alla roccaforte originaria si sono aggiunte nel tempo torri e bastioni, fino ad arrivare alla sua struttura attuale nel 1478, grazie all’opera di due architetti che fecero grande la Urbino del duca Federico da Montefeltro: Bacco Pontelli e Luciano Laurana. La Rocca prende il nome dal duca Giovanni della Rovere, il primo di questa casata a governare Senigallia. La sua struttura massiccia l’ha resa nel tempo non solo baluardo, ma anche sede di una grande scuola d’artiglieria, poi carcere, ospedale e infine orfanotrofio. Oggi continua ad essere utile alla città ospitando mostre ed eventi culturali.
Palazzo del Duca: risale alla metà del Cinquecento e fu voluto da Guidubaldo II Della Rovere per ospitare la sua corte e gli ospiti di passaggio. Costruito quindi per esigenze di rappresentanza ma anche per passione per ciò che è bello; il Palazzo riunisce in sé arte e strategia politica: all’interno gli ambasciatori stranieri potevano ammirare le raffinatezze dei saloni, come il prezioso soffitto a cassettoni della Sala del trono e all’esterno non potevano ignorare la severa austerità della piazza, luogo di esercitazioni militari. Sulla Piazza del Duca zampilla la Fontana delle Anatre (1599), detta anche dei Leoni. Dopo i recenti restauri questi animali convivono pacificamente, a ricordare la costruzione dell’acquedotto e la sconfitta della malaria nelle saline.
Palazzo Baviera: si trova sempre in Piazza del Duca; il suo nome è legato a Gian Giacomo Baviera, luogotenente di Giovanni Della Rovere. Al suo interno svela un tesoro rinascimentale che non ha nulla da invidiare al Palazzo del Duca; i soffitti a volta delle cinque sale sono una preziosa sequenza di stucchi raffiguranti l’evoluzione dell’umanità. Attualmente il Palazzetto Baviera non è visitabile perchè sono in corso alcuni restauri.
Piazza Roma: è il cuore della città con i suoi negozi, le panchine e il seicentesco Palazzo del Governo, attuale sede del Comune. Probabilmente fu progettato dall’architetto di Urbino Muzio Oddi, mentre incerta è l’origine della Fontana del Nettuno che ne decora parte della facciata, sospesa fra l’epoca romana e la scuola dello scultore fiammingo Giambologna. Questa incertezza ha fatto letteralmente cadere le braccia al povero Nettuno che si è guadagnato dai senigalliesi l’irriverente soprannome di “monco in piazza”. E’ intorno a questa piazza e su Corso II Giugno che Senigallia disvela molto del suo fascino: non solo per la bellezza dei palazzi storici, ma anche il piacere di sedersi nei numerosi locali con i tavolini all’aperto, passeggiare tra i bei negozi o godersi una pausa lontano dal traffico.
Chiesa della Croce: fu consacrata nel 1608 e progettata dall’architetto Muzio Oddi per volere della Confraternita del Sacramento e della Croce. Si avverte un forte contrasto fra l’esterno e l’interno. Dal di fuori ha la sobrietà del rinascimento, mentre all’interno è pieno stile barocco, con stucchi, ori, sei altari e, al centro, la celebre pala della “Sepoltura di Cristo” di Federico Barocci.
Palazzo Mastai: vi nacque il futuro Papa Pio IX, della nobile famiglia dei Mastai. Oltre ad una raccolta dei suoi cimeli è esposta una collezione di venti tele a tema biblico del pittore senigalliese del seicento Giovanni Anastasi. Sul portale d’ingresso lo stemma di famiglia.
Portici Ercolani: nella parte nord della città, lungo la riva destra del fiume Misa si trovano i Portici Ercolani. Case e negozi si susseguono per 126 arcate in pietra d’Istria, fatte costruire nella metà del Settecento dal cardinale Giuseppe Ercolani per dare nuovo spazio alla sempre più famosa “fiera di Senigallia” o “della Maddalena”. Sotto i suoi portici vennero costruite nuove case e nuove botteghe per accogliere i numerosi mercanti attratti dalla vivace atività commerciale di Senigallia. Nel settecento quando la “fiera franca” era all’apice del suo splendore ed era la più importante dello stato Pontificio sull’adriatico, si potevano vedere ormeggiate lungo il porto-canale più di cento imbarcazioni, mentre in città circolavano merci e mercanti provenienti da tutto l’impero austro-ungarico, dai paesi del vicino oriente, dalla Francia e dall’Inghilterra. Ancora oggi ogni giovedì sotto i Portici si anima un mercato ambulante dove si può comprare un pò di tutto.
Porta Lambertina: la porta che Senigallia ha dedicato a Papa Benedetto XIV. Costruita in pietra d’Istria nel 1751 a conclusione della “prima ampliazione” della città. d’estate è anche sede di spettacoli teatrali e a volte di un piccolo mercato serale.
Rotonda a mare: completato il giro del centro storico, è d’obbligo spostarsi verso il mare, verso l’orizzonte aperto e vedere la costruzione considerata il simbolo di Senigallia. Arrivati in Piazzale della Libertà cattura lo sguardo più del mare stesso: la Rotonda a Mare, tornata al suo antico splendore nel 2006, non è più la “balera” di cui tutti parlavano negli anni sessanta. Restituita alla sua funzione pubblica, come luogo per mostre, spettacoli, concerti, o semplicemente come terrazza da cui affacciarsi in mare aperto, è ancora più bella, con quella struttura a conchiglia che l’architetto razionalista Enrico Cardelli le diede nel 1933, facendone uno dei migliori esempi di architettura balneare dell’epoca. Seria e sobria, ma guardandola viene da canticchiare la famosa canzone di Fred Bongusto!
per maggiori info www.senigalliaturismo.it oppure iat.senigallia@regione.marche.it
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