Riprendiamo l’attività dopo la pausa delle feste e torniamo in Liguria dove la redazione di Fuoridalcaos si era recata in settembre e parliamo di Sarzana, un comune in provincia della Spezia, all’estremo lembo della Liguria al confine con la Toscana. Si trova lungo quello che una volta era il percorso della Francigena; alle spalle le Alpi Apuane, di fronte il fiume Magra e poco distante il mare: questa fortunata combinazione di elementi naturali ha fatto di Sarzana un crocevia di importanti strade terrestri, fluviali e marittime.
Sarzana, una cittadina di bellissimo aspetto, offre al turista, insieme al fascino della sua storia, la magia dell’ambiente naturale, la vitalità dei locali, i piaceri della tavola e un centro storico che in estate diventa un gran palcoscenico naturale: dalla musica alla pittura, dalla gastronomia all’antiquariato, dalla letteratura al folklore.
L’antiquariato vivo tutto l’anno nelle botteghe aperte sui caratteristici carobbi, esplode nelle prime settimane di agosto grazie alle bancarelle della Soffitta nella Strada, mentre la Fortezza Firmafede, la Cittadella, ne ospita la Mostra nazionale. E poi la Calandriniana, il Festival Pianistico, Sconfinando, il Napooleon festival, il Palio dei Quartieri, Sarzana a Tavola, gli atri Fioriti, la Strada sul Palco, il Festival della Mente e tante altre manifestazioni che vedono coinvolte le Associazioni locali. 
Un po’ di storia…
Era un semplice castello eretto sul colle di Sarzanello nel 963 quando l’imperatore Ottone I concesse Sarzana ad Adalberto, vescovo di Luni. Ma nel 1085 era già un borgo e nel 1163 l’imperatore Federico I, il Barbarossa, la proclamò libero comune sotto la sua diretta protezione. Fu il fondamento della libertà della città, delle convenzioni con i potenti stati di Pisa, Firenze e Genova. L’imperatore concesse ai burgensi sarzanesi di costruire muri intorno al borgo, di crescere accogliendo quasiasi persona libera, di trasferire il mercato da Luni. Con il declino dell’antica colonia romana e l’insabbiamento del suo porto, Sarzana diventò la città più importante della Lunigiana storica. Per anni i sarzanesi furono sudditi scontenti dei vescovi-conti di Luni e la loro città, per la sua posizione strategica, era contesa tra Pisa e Lucca. Poi subì le signorie di Castruccio di Castracani, dei Malaspina amici di Dante, dei Visconti e ancora dei Campofregoso, passò sotto Firenze e Lorenzo il Magnifico fece costruire la Cittadella. Nel 1465 Sarzana diventò città grazie al cardinale Calandrini. Ma le traversie della città non erano finite: Carlo VIII nel 1495 la “rubò” ai Fiorentini per venderla al Banco di San Giorgio che nel 1572 la cedette a Genova di cui, da quel momento, seguì le sorti. I segni del passaggio di Sarzana dai Fiorentini ai Genovesi restano nel palazzo comunale di piazza Matteotti.
Di Sarzana è la famiglia Buonaparte da cui Napoleone. Dal 1200 a metà del 1500, data in cui Francesco Buonaparte migra in Corsica, troviamo personaggi di questa famiglia a ricoprire importanti incarichi nella vita cittadina come notai, sindaci o membri del Consiglio degli Anziani. In Via Mazzini è ancora oggi visibile la casa-torre dei Buonaparte.
Nel 1738 il libro d’oro della città riporta l’iscrizione di 52 famiglie: le loro nobili dimore sorgono nella centrale piazza Matteotti e nelle vie del centro. Nel 1798 gli eserciti rivoluzionari napoleonici la invasero e diedero una spinta ulteriore alla sua vitalità come all’impegno sociale e civile che si consolida con il Risorgimento.
E nel Novecento importante fu il suo ruolo nella lotta antifascista e nella Resistenza. Resta impresso nella memoria collettiva l’episodio del 1921 quando, dopo una serie di provocazioni e di tentativi di minacce, uno squadrone di cinquecento fascisti toscani guidati dal futuro assassino di Matteotti al suo arrivo a Sarzana trova una resistenza popolare unita, appoggiata dalla stessa forza pubblica in difesa della legalità.
Da vedere: 
Cattedrale di Santa Maria Assunta:  la sua costruzione iniziò nei  primi del 1300 sui resti dell’antica chiesa di San Basilio, della quale resta oggi solo la torre campanaria. Costituisce una vera raccolta di storia dell’arte (portale romanico, frontone gotico e, nell’interno, altari e soffitto barocco) e che conserva pregevoli dipinti del Fiasella detto il Sarzana (1600), dipinti del Solimena, due amboni del Riccomanno, un S. Gerolamo di Andrea Della Robbia e il Crocefisso di scuola lucchese di Mastro Guitelmo (1138) che è il più antico Crocefisso dipinto su tavola che esista al mondo. Nella cappella alla destra dell’altare è conservata la reliquia del preziosissimo sangue di Cristo che la leggenda narra sia giunta via mare dalla Palestina nel porto di Luni. Interessante anche l’organo “Serassi” con circa 2500 canne e una settantina di registri.
Pieve di Sant’Andrea: è l’edificio religioso sarzanese più antico, costruita tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, modificata nei periodi gotico e barocco. riaperta dopo un lungo restauro mostra i resti della basilica preromanica su cui è stata edificata.
Chiesa di San Francesco: la tradizione vuole che San Francesco stesso abbia fondato il convento e l’attigua chiesa intitolata al santo. Nella chiesa si trova la tomba che Castruccio Castracani fece realizzare nel 1328 per il filgio Guarnerio, esempio della scultura pisana del Trecento. Nelle lunette dell’attiguo chiostro quattorcentesco gli splendidi affreschi opera del pittore fivizzanese Stefano Lemmi del secolo XVII che rappresentano dieci episodi della vita del santo.
Chiesa dei Cappuccini: La Chiesa di San Giovanni Battista, nota meglio come Chiesa dei Cappuccini, è stata edificata in una zona collinare, fuori dalla cinta cittadina per volontà del patrizio sarzanese Francesco Mascardi in una zona particolarmente suggestiva, immersa nel verde, nella quale ancor oggi si trova un convento. .
Seminario vescovile: è intitolato a Niccolò V, papa umanista creatore della biblioteca vaticana. Oggi il Seminario è anche la sede della Biblioteca Nicolò V e degli Archivi Lunensi e ha una consistenza di oltre 130.000 volumi, tutti schedati, di varie epoche e in parte provenienti da donazioni private. Oltre alle opere di carattere teologico e religioso, vi si trovano collane di grande pregio (letterarie, artistiche, storiche, filosofiche, scientifiche). In un locale blindato, sono conservati opere di massima importanza diplomi di Papi e di Imperatori, carte del periodo Napoleonico. Conserva inoltre il Codice Pelavicino, una delle più importanti raccolte documentarie del periodo feudale riguardante le diocesi lunense.
Palazzo comunale: la sua costruzione iniziò sotto il dominio di Firenze nel 1466, quando si decise di sostituire l’antica sede presso la pieve di S. Andrea, e venne completata dopo la riconquista di Genova nel 1554.
Palazzo Picedi: sorge su fondazioni medievali di cui non rimane più traccia. La facciata settecentesca è caratterizzata a piano terra da bugnato liscio in pietra; pregevoli  le grate in ferro battuto, opera dei fabbri sarzanesi, collocate alternativamente a portali in marmo, testimonianza di una tradizione che dalle lontane origini è giunta sino alla prima metà del Novecento.
Cittadella (Fortezza Firmafede): nel  centro storico della città, fu edificata sul luogo dove sorgeva la fortezza pisana detta Firmafede. La pianta è costituita da due grandi rettangoli, con torri cilindriche ai vertici. Il corpo interno dell’edificio ospita il maschio. Le mura, che hanno resistito nei secoli nel 1840 vennero in gran parte abbattute, mentre i fossati furono quasi tutti riempiti e ceduti dallo stato sabaudo al comune.
Fortezza di Sarzanello: fatto costruire da Castruccio Castracani. Salendo alla fortezza, lungo la mulattiera medioevale che parte da via San Francesco, percorrendo il cammino di ronda si riesce ad abbracciare con lo sguardo tutta la bassa valle del Magra, dall’Appennino alle spiagge di Marinella. Fu eretta sulla collina che domina la città esattamente sull’area dell’antico “Castrum sarzanae”. I Fiorentini demolirono completamente  il vecchio castrum e costruirono la nuova struttura a forma triangolare. Nel 1500 fu costruito il fossato e, a difesa dell’ingresso, il rivellino.

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