A Sarsina (Provincia di Forlì-Cesena) si può ammirare uno dei migliori esempi di stile romanico in Romagna: la Basilica Concattedrale dedicata a S. Vicinio, il cui anno di costruzione è posto intorno al Mille.
L’interno, a pianta tipica della basilica latina, è a tre navate separate da dodici snelle colonne. Ai quattro angoli della navata centrale si trovano altrettante eleganti bifore che ingentiliscono ulteriormente la struttura. Nel presbiterio sono evidenti le tracce della cripta demolita da secoli. Ai piedi dell’altare è da ammirare il bassorilievo, una scultura del decimo secolo su tavola sepolcrale del settimo secolo rappresentante Cristo in trono affiancato dagli arcangeli Gabriele e Michele. Degni di nota anche l’ambone del dodicesimo secolo con in rilievo i simboli dei quattro evangelisti e il Crocifisso dipinto su tavola del quattordicesimo secolo. All’esterno la facciata sobria ed elegante presenta in basso i segni di un pronao che forse non fu mai realizzato. Dalla navata destra si erge un tozzo campanile dalle evidenti manomissioni. La parte meglio conservata è l’abside.
La Basilica è dedicata a San Vicinio, eremita del III secolo, che, secondo la tradizione, fu il primo vescovo della diocesi sarsinate e fu guida di questa porzione di Chiesa fino al 28 agosto 330, giorno della sua nascita al cielo.
La ricerca storica su San Vicinio si ferma ad un manoscritto anonimo del XII secolo, conservato nella Biblioteca Gambalunghiana di Rimini, denominato “Lectionarium”, da cui si apprende che Vicinio si ritiene venuto dalla Liguria ma potrebbe anche essere originario di queste contrade della mediovalle del Savio.
La vita santa di Vicinio fu di tale gradimento al Signore che lo scelse pastore della comunità cristiana insediata in Sarsina. Vicinio si dedicò con preghiera e penitenza alla Chiesa e diffuse il Vangelo anche nelle zone più impervie della diocesi, realizzando nella sua santità il carisma di taumaturgo ed esorcista.
La Basilica è meta di un costante pellegrinaggio di fedeli e ancora oggi a San Vicinio si chiede la sua intercessione nella preghiera di benedizione e di liberazione dal male e dai suoi effetti nel corpo e nello spirito.
Molto famosa è la Catena di S. Vicinio, un “collare scaccia-diavoli”, custodita nel Santuario. La catena è composta da due bracci di materiale ferroso uniti fra loro da un duplice snodo e terminanti con due anelli combacianti. La sua fabbricazione è sicuramente anteriore all’ottavo secolo d.C., così come affermano studi fatti sul materiale e sulla lavorazione dello stesso. La tradizione la dice usata dal Santo per fare penitenza.
Durante la preghiera Vicinio la metteva al collo appendendovi una grossa pietra costringendosi così in una posizione alquanto scomoda.
Oggetti simili in quel tempo erano usati come strumenti di contenzione degli schiavi o dei carcerati. E’ considerata e venerata come reliquia del Santo ed usata per la preghiera di liberazione degli infermi o per la preghiera di esorcismo.
Normalmente è offerta alla venerazione dei pellegrini apponendola per qualche istante al loro collo accompagnando il gesto con un’invocazione al santo. La storia più che millenaria di questa reliquia è costellata di fatti miracolosi e di racconti di prodigiosa trasmissione di potenza divina nella liberazione degli ossessi.
per ulteriori info www.sanvicinio.it
Sarsina è una cittadina ricca di storia, come dimostra il Museo Archeologico Nazionale, con reperti e vestigia romane di grande valore.
Sarsina è inoltre la terra natale del commediografo Plauto e d’estate ospita una importante rassegna di teatro classico.
La domenica delle Palme interessante la sagra della pagnotta di Pasqua, un dolce antico e saporoso.

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