Sant’Agata Feltria è un comune che fa parte della comunità Montana Alta Valmarecchia; si trova in un territorio delimitato dai fiumi Savio e Marecchia, sulle colline tra il mare Adriatico e l’Appennino centrale, al confine fra tre regioni: Romagna, Marche e Toscana. Faceva prima parte della regione Marche, attualmente fa capo alla provincia di Rimini e quindi alla regione Emilia Romagna.
Le origini di Sant’Agata Feltria sono molto incerte. Gli storici narrano di Tribù di Sassinati, Solonati e Sapinati che periodicamente confluivano a sacrificare sulla vetta del Mont’Ercole dove probabilmente esisteva un tempio o fano dedicato a questo nume. L’insediamento santagatese viene descritto da Stradone, geografo e storico del I secolo a.C. , come zona montuosa lussureggiante di querceti, con grande produzione di ghiande, di suini e di pece. Proprio per questa caratteristiche uno dei più antichi insediamenti era denominato “Mons Frasconis”, cioè Monte dalle grandi fronde. Era conosciuta anche come “Pietra anellaria”, per il gruppo di case costruite sul blocco di pietra arenaria.
Nel corso dei secoli Sant’Agata Feltria subì l’invasione dei Galli Senoni, poi fu conquistata dai romani e in seguito dai Longobardi. Fu uno dei più antichi possedimenti temporali della Chiesa di Roma. Successivamente venne usurpata alla Santa Sede dalla Chiesa Metropolita di Ravenna. Nel 997 il conte Ugo di Bertinoro ricevette in enfiteusi i possedimenti santagatesi dall’arcivescovo ravennate Giovanni. Nel 1153 Raniero, Conte di Bertinoro, donò ai Camaldolesi l’antico monastero della Santissima Trinità, posto sul Mont’Ercole, investendoli dell’autorità temporale anche su gran parte del santagataese. Nel XIII secolo le “Terrae Sanctae Agathae” furono unite alla Massa Trabaria. Alternativamente Sant’Agata Feltria fu dominata da diverse famiglie nobili: i Faggiolani, i Guidi, i Tarlati, i Malatesta, i Brancaleoni e i Montefeltro. Nel 1506, per riconoscenza dei servizi militari prestati in difesa del Ducato d’Urbino contro Cesare Borgia, dai Montefeltro Sant’Agata Feltria passò ai Fregoso di Genova fino al 1660. Di seguito tornò a far parte del patrimonio di San Pietro e fu annessa alla Legazione di Urbino; nell’età napoleonica, fu capitale del Dipartimento del Rubicone. Nel Risorgimento i Cacciatori del Montefeltro, dopo aver liberato gran parte delle Marche e della Romagna, si sciolsero depositando le armi nel Teatro Angelo Mariani.
Cosa vedere a Sant’Agata Feltria:
Rocca Fregoso. La data di costruzione della Rocca non è certa; tuttavia da documentazioni risulta che fu ristrutturata ed ampliata a cura dei Conti di Bertinoro nella seconda metà del secolo XI. Nel 1177 tornò sotto il dominio degli Arcivescovi ravennati, quindi passò ai Faggiolani, ai Guidi, ai Tarlati, ai Brancaleoni, ai Malatesta e ai Montefeltro.
Federico da Montefeltro nel 1474 fu nominato da Papa Sisto IV come Duca e Gonfaloniere di S. Chiesa e innalzò le sue insegne in tutti i suoi possedimenti, compresa la Rocca di Sant’Agata; inoltre la fece restaurare dall’architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini.
Nel 1506 la rocca insieme al territorio di Sant’Agata diventò feudo della famiglia Fregoso di Genova e fu questi trasformata in signorile residenza. Negli anni 1631 e 1632 i Fregoso ospitarono i cardinali Antonio e Taddeo Barberini che con il loro numeroso seguito erano venuti a nome dello zio Papa Urbano VIII a prendere possesso del Ducato di Urbino.
Poi vi fu il passaggio di Sant’Agata sotto il dominio della Chiesa e nel 1715 la rocca venne restaurata, come ricorda un’epigrafe su un portale, dalla reverenda Camera Apostolica per interessamento di due santagatesi di nascita, Pietro e Marino Severi, che erano allora Camerieri di camera e cruciferi del Papa Clemente XI.
Il 18 gennaio 1835 la parte alta del mastio crollò a seguito di un fulmine.
Negli ultimi due secoli la rocca fu adibita a diversi usi: Convento dei frati Minori Conventuali, edificio per le scuole superiori di ginnasio, prigione mandamentale, abitazione civile.
L’importante archivio notarile che raccoglieva gli atti dal 1484 è stato per legge trasferito in quello di stato di Pesaro.
Nel 1781 i Minori Conventuali di San Francesco ottennero l’uso della Rocca dalla Municipalità e si impegnarono a costruirvi una chiesa nel termine di due anni. Fu questo il motivo per cui accanto alla Rocca sorse la Chiesa di San Francesco della Rosa. La Chiesa fu costruita con i materiali di risulta dell’ormai abbandonato Convento di San Francesco ai Piani. All’interno della Chiesa si trova una bella acquasantiera del XVI secolo.
Teatro Mariani (puoi leggere la storia in questo articolo).
Convento di San Girolamo e Chiesa della Beata Vergine delle Grazie. E’ la più bella chiesa di Sant’Agata, costruita su un colle a partire dal 1560. Fu consacrata nel 1575. Ha un bel campanile romanico, restaurato nel 1775 dall’architetto Botticelli Santi. Il portico ha delle colonnine ottagonali ed è sormontato da un occhio in arenaria. l’interno è a travatura scoperta. All’interno si può ammirare la meravigliosa Pala del Santo dove sono rappresentati la Madonna col Bimbo in gloria, San Girolamo e Santa Cristina; un capolavoro meravigliosamente intatto.
Museo delle Arti Rurali. Il museo è nato con l’intento di conservare il patrimonio di un’epoca passata al fine di mantenere vive le vecchie tradizioni perchè possano essere da testimonianza ed insegnamento a coloro che seguiranno.
Santuario della Madonna dei Cappuccini. Datata 1575, fu fatta costruire da Lucrezia Fregoso Vitelli e fu dedicata a Sant’Antonio da Padova. L’attuale facciata risale invece al 1940. Vi si conserva un’immagine della Madonna Immacolata realizzata dal pittore Angelo Angeloni di Pennabilli. L’immagine viene venerata dai fedeli grazie anche ai numerosi prodigi che si sono susseguiti negli anni.L’immagini pare infatti che abbia mosso gli occhi più volte davanti ad un giovane santagatese nel 1796 e in seguito anche davanti al popolo che acclamava al miracolo.
Chiesa Collegiata di Sant’Agata Feltria. Venne riedificata intorno all’anno mille su un preesistente sacello intitolato alla omonima Vergine santa catanese. Nel corso dei secoli è stata profondamente modificata e restaurata. All’interno, con tre navate e sei cappelle si possono ammirare diversi dipinti e sculture.
Diverse sono le manifestazioni che vengono organizzate in questo borgo durante tutto l’anno. In particolar modo sono famose: “Sagra del tartufo bianco pregiato” a ottobre, “Il paese del Natale” nelle prime domeniche di dicembre, Fiera di mezza Quaresima e diverse altre minori,…
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