Se siete in vacanza nella penisola salentina è doveroso raggiungere e fermarsi almeno una giornata a Santa Maria di Leuca.
Geograficamente Santa Maria di Leuca è la fine di molte cose, la fine del tacco, la fine della penisola italiana, la fine della Puglia, la fine del salento, la fine del Capo di Leuca; da qui la famosa dicitura di “De Finibus Terrae“.
Anticamente la città di Santa Maria di Leuca sorgeva sul promontorio Japigio dove sorgeva il tempio dedicato alla Dea Minerva. Scavi archeologici hanno rinvenuto dalle stupende grotte marine reperti risalenti al periodo neolitico come ad esempio iscrizioni greche e latine.
Per la sua particolare posizione sulla costa salentina, dove idealmente l’Adriatico e lo Jonio si incontrano, mescolandosi in acque dalle mille gradazioni di blu, nella seconda metà dell’800 la nobiltà salentina elesse Santa Maria di Leuca come luogo privilegiato di villeggiatura. Fu così che tra il 1867 e il 1882 (cosiddetto periodo dell’eclettismo architettonico) furono costruite le ville che hanno fatto di Leuca una delle stazioni balneari più esclusive ed eleganti della penisola salentina. Nel gennaio del 1944 le ville vennero occupate dai profughi (in pochi giorni ne giunsero più di 4000) che danneggarono affreschi ed arredi. Solo dopo alcuni tornarono ai legittimi proprietari.
Tipiche di Leuca sono anche le bagnarole, edifici costruiti direttamente sulla spiaggia dove le signore nobili si recavano a fare il bagno lontano da occhi indiscreti.
A fine ’800 furono inziate anche le opere sovrastrutturali con la costruzione delle strade in terra battuta che unirono Leuca all’entroterra. In periodo fascista il Promontorio del Capo diventò il punto terminale dell‘acquedotto pugliese. La cascata monumentale che si estende tra il verde della pineta e la colonna eretta nel 1939 ne ricordano il completamento.
Nel 1864 fu costruito il Faro, uno dei più importanti d’Italia; progettato dall’Ing. Achille Rossi ed attivato a petrolio a livello costante nel 1866. E’ alto 48,60 m dalla base e 102 dal livello del mare. E’ dotato di un potente impianto elettrico di proiezione costituito da una lanterna cilindrica del diametro di m. , con apparato ottico rotante in sneso antiorario basato, dal luglio 1934, su tre gruppi di tre pannelli diottrici ciascuno che danno 3 fasci di luce bianca visibili fino a 25,2 miglia (portata geografica). Per una scala a chiocciola di 254 gradini si può salire alla gabbia dell’apparato di proiezione, circondata da un terrazzo circolare, con ballatoio interno ed esterno in bronzo da cui si ha una vista superba sul Capo e sui due mari.
Leuca è anche luogo di pellegrinaggio religioso, pre la presenza del suo Santuario, ora elevata a Basilica Pontificia Minore Sancta Maria De Finibus Terrae.
Il culto della Madonna di Leuca risale al IV secolo d. C. ed è sentito in salento, in Italia e in tutta Europa. Si narra di un grande miracolo che avrebbe salvato nel 365 d.C. le genti del Capo di Leuca da un disastro. Infatti le cronache del tempo narrano che un grande maremoto stava per abbattersi sul Capo di Leuca impaurendo al punto tale gli abitanti da costringerli in gran numero a chiedere aiuto alla Madonna che con un miracolo frenò le acque del mare. era il 13 Aprile 365 e da allora ogni 13 aprile si onora il culto della Madonna.
Il Santuario di Leuca, sorto nel I secolo d.C. sulle ceneri di un antico tempio greco dedicato alla dea Minerva, fu distrutto numerose volte, ma sempre riedificato nello stesso posto. La prima distruzione risale al tempo delle persecuzioni volute dagli imperatori romani contro i cristiani per poi essere riedificato e consacrato al culto di Maria Vergine nel 343 da Papa Giulio I. La seconda distruzione avviene al tempo delle invasioni barbariche, la terza nel periodo carolingio, la quarta nel 1480 in concomitanza con l’eccidio di Otranto, la quinta nel 1537 ina incursione dei Turchi saraceni. Fu durante questo saccheggio che andò distrutta la famosa tela della Madonna col Bambino dipinta da Giacomo Palma senior, discepolo di Tiziano. In una successiva fase di ricostruzione, Giacomo Palma il Giovane (il nipote) dipinse una copia del quadro originario. Purtroppo anche questa seconda tela fu parzialmente distrutta nel 1624 a seguito di un nuovo incendio. del quadro rimase solo la parte centrale raffigurante la Madonna col Bambino, ed è quella che ancor oggi si può ammirare sull’altare maggiore. la chiesa subì l’ennesima incursione nel 1689.
Il Santuario, così come lo vediamo oggi, fu ricostruito tra il 1720 e il 1755 da monsignore Giovanni Giannelli, che fece dare alla struttura un aspetto fortificato per difenderla dai saccheggiamenti. Con il Santuario furono costruiti anche gli edifici annessi per offrire ospitalità ai pellegrini.
Nel giugno 1990 il Santuario di Leuca è stato elevato al grado di Basilica Pontificia Minore dal sommo pontefice Giovanni Paolo II. Il 14 giugno 2008 ha ospitato la visita di Papa Benedetto XVI.
L’interno del Santuario è a unica navata; arricchiscono l’interno sei altari, ai lati della navata, un organo da poco restaurato e datato 1885 e numerosi dipinti. Nel 2000 sono stati eseguiti importanti lavori di restauro ed i vecchi portoni d’ingresso sono stati sostituiti con portoni in bronzo, opera dello scultore Marrocco: la porta centrale si chiama Janua Coeli, quella a destra l’Esodo e quella a sinistra Stella Maris.
Nel piazzale antistante si può ammirare la Colonna Mariana, eretta nel 1694 per indicare il luogo dove, seconodo la leggenda, san Pietro sbarcò di ritorno dall’Oriente. La Croce Monumentale fu eretta a ricordo del pellegrinaggio del 1901 in occasione dell’Anno Santo; presenta quatrro iscrizioni sui lati della costruzione.
Sul viale che conduce alla Basilica tra gli alberi della pineta si trova la Croce Pietrina costruita a testimonianza del passaggio di San Pietro.
Interessante da visitare, nel centro della marina di Leuca, anche la Chiesa di Cristo Re. I lavori di costruzione iniziarono nel 1896 su progetto dell’ing. Pasquale Ruggeri, realizzatore di molte ville di Leuca. L’apertura ai fedeli avvenne però solo 40 anni dopo. I maggiori finanziatori dell’opera furono le famiglie nobili che risiedevano a Leuca durante l’estate. Le loro dame organizzavano lotterie estive per la raccolta dei fondi. Costruita interamente in carparo, pietra arenaria durissima estratta da sottosuolo di Leuca, il tempio è in stile gotico-romanico.
L’interno si divide in tre navate. Le vetrate portano lo stemma gentilizio delle famiglie che contribuirono all ‘opera. Molto bello il pavimento in mosaico, completato nel 1934. I lampadari in ferro battuto sono opera dei maestri di Maglie, le lampade del presbiterio di maestri di Lecce. esternamente sono da ammirare il rosone della facciata principale e la maestosa croce che sovrasta la chiesa.
Santa Maria di Leuca (LE) – De Finibus Terrae
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