Una meta consigliata dalla redazione di Fuoridalcaos in Lombardia è Sabbioneta, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nell’aprile 2009. Sabbioneta è stata inoltre insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.
Sabbioneta si trova a 33 Km da Mantova (anche Mantova è un sito UNESCO).
Come arrivare a Sabbioneta:
Da Mantova prendere la SS420 direzione Casalmaggiore, Parma.
Da Parma prendere la SS343 direzione Colorno, Casalmaggiore e da qui SS420 direzione Mantova.
Da Reggio Emilia prendere la SS358 direzione Castelnuovo Sotto, Boretto, Viadana.
Da Cremona prendere direzione San Giovanni in Croce, Casalmaggiore, poi SS420 direzione Mantova.
Sabbioneta rappresenta la massima espressione del manierismo italiano; fu fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna (1531-1591), che concretizza l’idea della città a “misura d’uomo”.
Cosa vedere:
Cerchia muraria: a forma di stella irregolare, interamente restaurata; è visibile attraverso un camminamento esterno che dà risalto ai sei baluardi.
Porta Vittoria: (1567) con facciata in marmo e mattoni a vista.
Palazzo Giardino: (1578-1588) residenza riservata alla vita privata del duca. Modesto all’esterno, contrappone internamente ricche decorazioni a fresco coordinate da Bernardino Campi.
Colonna di Pallade Atene: di epoca classica, frutto del sacco di Roma del 1527.
Chiesa dell’Incoronata: (1586-1588) a pianta ottagonale, all’interno ospita il mausoleo di Vespasiano con la statua in bronzo realizzata da Leone Leoni.
Chiesa di San Rocco: (XVII sec.) recentemente restaurata, evidenzia all’interno affreschi di G. Morini.
Chiesa del Carmine: (1683) riedificata su struttura preesistente di epoca cinquecentesca.
Museo a “passo d’uomo”: interessanti da visitare la sala delle icone, la sala dell’archivio storico, la sala della musica, la sala dell’intercultura, la sala del tesoro (dove si può ammirare il Toson d’Oro di Vespasiano, gioiello onorifico del 1585).
Palazzo Ducale: (iniziato nel 1554) sede di rappresentanza del ducato. All’interno: le statue equestri dei gonzaga, soffitti lignei intagliati e rivestiti di oro zecchino, stucchi ed affreschi.
Porta Imperiale: a pianta quadrata, con facciata rivestita di marmo bianco.
Sinagoga: (1824) progettata dall’architetto C. Visioli. Sorge al secondo piano di un gruppo di case che costituivano l’antico quartiere ebraico. Pregevoli gli stucchi della volta a vela.
Chiesa di S. Maria Assunta: (1578-1582) a navata unica. Il portale, la torre campanaria e la cappella laterale del Bibiena sono del 1700. Il battistero è stato aggiunto nel XX secolo.
Ma un’attenzione particolare va dedicata al Teatro all’Antica che rappresenta un gioiello di rara bellezza, primo esempio di teatro stabile d’Europa costruito dal nulla e non vincolato da strutture preesistenti. Questo teatro riveste un ruolo di primaria importanza nell’ambito degli edifici teatrali europei.
Fu Vincenzo Scamozzi, reduce dai lavori di edificazione del teatro Olimpico di Vicenza, che nel maggio del 1588 giunse a Sabbioneta e disegnò per il duca Vespasiano Gonzaga Colonna il progetto di un teatro di corte, che venne realizzato tra il 1588e il 1590.
L’elegante esterno è a due ordini: quello inferiore, con finestre, portali e spigoli contornati a bugnato poggianti su un alto zoccolo, e quello superiore, contraddistinto da lesene doriche binate, nicchie e finestre, sormontate da timpani triangolari e curvospezzati contenenti tazze ovoidali.
La fascia marcapiano reca l’iscrizione in capitali “ROMA QVANTA FVIT IPSA RVINA DOCET” (le stesse rovine insegnao quanto fu grande Roma), motto presente nel frontespizio di due dei sette libri di architettura scritti dal bolognese Sebastiano Serlio.
La sala a forma rettangolare è suddivisa in due quadrati separati dal breve rettangolo dell’orchestra: uno occupato dal palco e l’altro dalla cavea semicircolare. Un’innovazione è l’ingresso nel retro riservato agli artisti (musici e attori), che permette l’accesso ai camerini.
Sul palco sopraelevato vi era la scena fissa progettata da Scamozzi, distrutta nella seconda metà del settecento. Essa rappresentava una prospettiva urbana, una via costeggiata da edifici nobili e borghesi. Il senso di profondità era accentuato dall’inclinazione del palco e dalla controsoffittatura, una volta a botte realizzata con canne di fiume intrecciate, stuccata e dipinta d’azzurro, inclinata sopra il palco stesso.
Gli edifici della scena, come quelli del teatro Olimpico di Vicenza, furono realizzati in legno, stucco e tele dipinte a finto marmo e a finta pietra. Gli affreschi che si trovano ai lati del palco facevano parte della scena e integravano la veduta prospettica scamozziana. Da un lato è riconoscibile la bottega di un cerusico-barbiere.
Dell’impianto originale rimane l’elegante ed armoniosa loggia, costituita da un colonnato corizio sormontato da un coronamento statuario rappresentante le principali divinità dell’Olimpo. Le statue degli dei e le eleganti modanature, tutte in stucco, furono realizzate dallo scultore veneto Bernardino Quadri e dall’equipe dei suoi collaboratori su disegno dello Scamozzi. Le figure dipinte a monocromo nella parete di fondo della loggia raffigurano imperatori romani. Nelle nicchie sono inseriti quattro busti, raffiguranti la dea Cibele e tre antichi condottieri.
I due grandi affreschi parietali raffigurano archi trionfali all’antica, nei cui fornici centrali si aprono scorci urbani. A sinistra è dipinta la Piazza del Campidoglio e a destra Castel Sant’Angelo. Roma è dunque la grande ispiratrice di tutta l’opera vespasianea. La trabeazione che sormonta l’arco di destra riporta la dedica all’imperatore Rodolfo II d’Asburgo che nel 1577 elevò Vespasiano al rango di duca. Gli affreschi che percorrono l’intero perimetro della sala subito sotto la copertura, invece, simulano una loggia animata da musici, comici, dame e cavalieri, personaggi abbigliati secondo i costumi del tardo Cinquecento. Evidente è il richiamo allo stile di Paolo Veronese soprattutto agli affreschi di Villa Barbaro a Maser.
L’edificio, completato nel febbraio del 1590, fu inaugurato con i festeggiamenti del carnevale. Una compagnia stabile stipendiata dal duca rimase a Sabbioneta sino alla morte di Vespasiano, in seguito alla quale il teatro, come tutta la città, conobbe un lungo periodo di decadenza. Nei secoli successivi esso fu adibito agli usi più svariati: granaio, magazzino, caserma, e cinematografo comunale nei primi decenni del Novecento.
Negli anni Cinquanta iniziarono alcuni lavori di restauro e solo nel 1969 esso ritornò a svolgere la funzione di teatro con la rappresentazione del “Ballo delle ingrate” di Claudio Monteverdi. Oggi, oltre che inestimabile tesoro d’arte, oggetto di visita da parte di turisti provenienti da tutto il mondo, esso costituisce la prestigiosa sede di concerti di musica antica, convegni e manifestazioni culturali.
Articolo precedente:Marradi (FI) – La sagra della Castagna – Ottobre 2009
Articolo successivo:Urbino (PS) – “Biosalus” – 3 e 4 Ottobre 2009

Devi essere collegato per inviare un commento.
{ 1 trackback }