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Rimini e la sua “Marina”

La redazione di Fuoridalcaos invita tutti quelli che vengono a Rimini per godere della sua lunga e rinomata spiaggia a vedere la “marina” con gli occhi dei riminesi e a gustarne tutti i particolari e la sua storia nascosta in vari luoghi, dimenticandosi per un po’ dell’affollamento delle spiagge di giorno e della vita mondana notturna. Se avete organizzato una gita fuori porta a Rimini per vedere la mostra “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso“, oltre al centro storico, allungate la vostra visita sino al mare.
Per i riminesi “andare a marina” significa “andare al mare”.
Marina Centro rappresenta l’anima di Rimini e il punto centrale del Lungomare. Marina Centro nacque ufficialmente nel 1843. Fu in quell’estate che il Conte Baldini e il medico Claudio Tintori aprirono il primo stabilimento balneare. Estate dopo estate famiglie della buona borghesia in numero sempre maggiore cominciarono a trascorrere lunghe settimane di villeggiatura a Rimini. Nel 1869 il Municipio di Rimini decise di valorizzare la grande risorsa della spiaggia e quindi rilevò lo stabilimento Tintori-Baldini e incaricò paolo Mantegazza, un notissimo medico e fisiologo, specialista in talassoterapia, di ideare, realizzare e dirigere un nuovo “Grandioso Stabilimento Balneare”. Questa iniziativa rappresentò una svolta in quanto Rimini divenne la località dove per la prima volta si univa al divertimento  l’aspetto terapeutico della “cura dei bagni di mare”. Il paesaggio nei successivi 50 anni cambiò notevolmente. Al posto di dune di sabbia e piccoli acquitrini prese vita una città elegante, fatta di villini Liberty e passeggiate. Lo stabilimento balneare riminese che offriva bagni terapeutici e divertimento divenne il primo di tutta Italia. Intanto nel 1845 era stato inaugurato un servizio di calesse a cavallo che collegava il centro della spiaggia lungo il Viale Prinicipe Amedeo, tuttora pieno di verdi e di edifici di fine ’800.
Nel 1872 fu costruito il Kursaal con i suoi valzer e charleston sotto le stelle; fu abbattuto nel 1948 e al suo posto c’è un altro luogo di ritrovo caro ai riminesi: il Parco Federico Fellini, che rappresenta il polmone verde di Marina Centro, frequentato da famiglie e turisti  che passeggiano fra i vialetti. Quasi tutti i fine settimana è allestito un palco per concerti, orchestrine jazz, bande di liscio, mostre, eventi per bambini. Da un lato del parco si trova il Grand Hotel e dall’altro lato un palazzo bianco, in stile primo Novecento, che ospita la sede dell’Ufficio Turistico.
Al centro del Parco Federico Fellini e alla fine del Viale Principe Amedeo si trova la Fontana dei Quattro Cavalli, un angolo sempre pieno di vita: panchine con gente che chiacchierea o legge un libro o un giornale, riminesi che si fermano in bilico sulla bici, bambini che giocano,.. La fontana deve il suo nome ai quattro cavalli che costituiscono il corpo principale della fontana e spruzzano acqua dalle loro narici. La vasca circolare rappresenta simbolicamente il mare. la Fontana dei quattro cavalli fu inaugurata il 29 giugno 1928 ma nel dopoguerra, dopo la demolizione del Kursaal fu smantellata. Fu poi ristrutturata e reinstallata nel 1983.
Non si può parlare di Marina centro senza parlare del Grand Hotel, che rappresenta il suo punto più onirico e cinematografico. Il Grand Hotel, in puro stile Liberty, con i cornicioni che sono sormontati da mezzi busti che da lontano assomigliano a delle piccole torri, fu progettato da Paolito Somazzi e fu costruito nel 1908. Oggi è monumento nazionale. Il grande regista riminese Federico Fellini aveva una suite sempre prenotata al Grand Hotel. Tuttora si può ordinare il menù Fellini, composto dagli stessi piatti che chiedeva sempre il maestro, a cominciare dal brodetto di pesce. Per chi si vuole togliere una soddisfazione può entrare passando dal bel giardino che dà sul Piazzale Fellini per un aperitivo o una cena con l’orchestra dal vivo sulla terrazza sopra il parco.
In Piazzale Fellini, nella parte estrema rivolta verso il mare impossibile non notare l’enorme macchina fotografica che fu costruita nel 1948. Era un negozio di un fotografo che attirava in questo modo l’attenzione dei passanti. Fu ristrutturata nel 2002 e oggi rappresenta un monumento “modernariato”, punto di informazioni turistiche e culturali, aperto in particolari occasioni.
Un altro luogo molto caratteristico della Marina di Rimini è senz’altro la “palata“, e il momento più particolare per vederla è alle luci del tramonto quando i pescherecci e le poveracciaie (barche attrezzate per la pesca delle vongole) rientrano in porto inseguiti da stormi di gabbiani. Il nome “palata” deriva probabilmente dalla contrazione di “palizzata” ed è il molo alla fine di Via Tintori. E’ una passerella di 200 metri costruita sul mare e rappresenta soprattutto per i riminesi un luogo per meditare e per incontrare amici ad ogni ora del giorno, circondati dall’acqua a destra e sinistra. E’ proprio alla palata che Federico Fellini immaginava l’apparizione notturna del transatlantico Rex.
Lungo la palata è possibile ammirare un’opera realizzata da Eron: Rimini è stato il primo comune in Italia che ha deciso di affidare un lavoro artistico ad un famoso writer: Eron, un quotato “graffitaro”, artista della Street Art. 200 metri di cinta della passeggiata sul porto sono stati valorizzati da Eron che, dopo aver consumato bombolette di vernice sui muri di fabbriche dismesse, tiene mostre ed è un artista di successo ed è stato eletto miglior writer italiano. L’opera è costituita da dieci tavole che rappresentano elementi caratteristici della città e fossili marini; il disegno originale è smalto spray su tela poi riprodotto su un materiale speciale resistente a intemperie, salsedine e atti vandalici.
Un altro elemento della Marina è il Faro, un edificio storico settecentesco, uno dei più belli in Italia dal punto di vista artistico. Si erge sul lato destro del porto canale; è in stile barocco marinaro e ha un candore abbagliante; ha tre scalini all’ingresso ed è alto una trentina di metri. E’ uno dei tre fari europei selezionati dalla Unione Europea per un intervento di ristrutturazione, poi sarà aperto al pubblico come Museo del Mare, oltre a continuare il suo lavoro di faro.
Un elemento nuovo della Marina di Rimini è la Nuova Darsena, inaugurata nel 2002 alla sinistra del porto e definita “uno dei porti turistici più belli e all’avanguardia del Mediterraneo. L’elemento più spettacolare è la passeggiata sopraelevata di 1300 m e il ristorante con la terrazza sull’acqua. La nuova darsena non è stata concepita come luogo esclusivo per i proprietari delle barche custodite ma anche uno spazio aperto a tutta la città e contenitore di molti eventi.
A pochi passi dalla darsena (in Via del Fante) c’è una casetta di pescatori interamente rivestita di conchiglie. Il nonno dell’attuale proprietario commerciava molluschi e, visto la gran quantità di gusci di capesante e poveracce, decise di utilizzarli per abbellire la propria abitazione.
Sempre alla sinistra del porto da non perdere è una visita al Borgo San Giuliano. Nato intorno all’anno Mille, era l’antico quartiere dei pescatori, a ridosso del Ponte di Tiberio (oggi le case sono state quasi tutte ristrutturate). Si può iniziare il percorso attraverso la zona che è in isola pedonale accedendo da Via Marecchia e si passeggia tra vicoli stretti, casette basse, muri color pastello spesso decorati da grandi murales, vasi di fiori sui balconi. Borgo San Giuliano era il luogo preferito di Federico Fellini e Giulietta Masina: il Maestro ha sempre detto che si sarebbe voluto ritirare qui.
Merita una visita la Chiesa di San Giuliano, un’antica abbazia benedettina del IX secolo che la tradizione vuole eretta su un tempio pagano. Tra le varie opere custodite sull’altare maggiore c’è un dipinto di Paolo Veronese, il “Martirio di San Giuliano” e sotto la grande tela c’è un sarcofago di marmo di età romana che si dice contenga le spoglie del giovane santo istriano torturato dal proconsole Marciano. Secondo la tradizione il sarcofago arenò misteriosamente sulla spiaggia di rimini, proveniente dalla Dalmazia. Da allora in quel punto sgorga una fonte di acqua miracolosa: la Sacramora, cioè la sacra dimora. La Chiesa di San Giuliano da sempre è meta di pellegrinaggio.
Un’altra chiesa all’estremità di Marina Centro e meta di un pellegrinaggio ininterrotto proveniente dall’Est è la Chiesa di San Nicolò. Qui è conservata una peziosa reliquia: l’omero di san Nicola le cui spoglie sono conservate a Bari dal 1087. San Nicola è molto venerato nella chiesa Greco-Ortodossa; ricordiamo che in Nord Europa San Nicola (Santa Klaus) è Babbo Natale.

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