Si sta avvicinando la notte delle fogheracce o focheracce, i caratteristici falò che si accendono in quasi tutta la Romagna la sera del 18 Marzo, aspettando la festa di San Giuseppe.
La focheraccia rappresenta un saluto alla primavera ormai alle porte e un addio al freddo inverno. In alcuni posti la focheraccia si replica anche il 24 marzo, in onore della Madonna.
La preparazione delle focheracce è sempre stata un rito; i contadini accendevano i fuochi per bruciare le potature e come simbolo beneaugurante per un ricco raccolto. La tradizione viene ancora mantenuta ma le fogheracce sono ormai poche rispetto a quelle dei nostri tempi di bambini quando ogni via aveva la sua focheraccia e tutti, soprattutto i più piccoli, erano impegnati a farla più alta possibile per avere il primato del fuoco più alto della zona. Ogni cosa andava bene per essere bruciata, purchè facesse volume, magari era l’occasione per ripulire le cantine. C’era pure il rischio che i vicini bruciassero il falò sere prima per invidia e quindi occorreva pure stare a controllare che tutto filasse liscio fino alla fatidica sera in cui ci si raccoglieva tutti attorno al fuochi, grandi e piccoli.
A Rimini la fogheraccia più importante è quella allestita in zona porto, sulla spiaggia. L’accensione è prevista tra le 20,30 e le 21,00; nelle vicinanze anche mercatino e bancarelle per la vendita di dolciumi, piadina e vin brulè.
A Riccione la serata della Fogheraccia di San Giuseppe sarà allietata dal concerto della band Stunknife con un repertorio dalla disco music anni 80 al rock più moderno.
Ogni paese della Romagna ha comunque la sua fogheraccia ovunque il luogo lo permetta ed un buon motivo per ritrovarsi in amicizia e allegria.
Romagna – Fogheraccia di San Giuseppe – 18 Marzo 2010
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