Porto Venere (SP)

19 ottobre 2009 · 0 commenti

sotto Liguria, Luoghi

Porto Venere è un pittoresco borgo marinaro di struttura genovese del sec. XII, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997. Porto Venere presenta una schiera di case a torre allineate sulla calate Doria che costituiscono un borgo-fortezza medievale, unico in tutta la Liguria.
E’ tradizione comune che Porto Venere abbia origini romane, per alcuni eloquenti indizi riconducibili all’epoca repubblicana e poi imperiale. Citato negli itinerari Marittimi, conserva importanti resti romani nella non lontana villa del Varignano e all’isola del Tino. Etimologicamente il nome (Portus Veneris) sembrerebbe derivare da un tempio dedicato a Venere.
Porto bizantino di una certa importanza Porto Venere entrò precocemente nell’orbita genovese, fin dal 1104, avamposto utile alla conquista del Levante ligure.
Nel 1113 i Signori di Vezzano vendettero il loro dominio di Porto Venere a Genova, legittimizzando così la presa militare avvenuta nel 1104; l’edificazione dell’abitato genovese ancor oggi perfettamente leggibile, si concluse nel 1161 con la conclusione della cinta muraria e relativo innalzamento della torre capitolare.
In realtà l’aspetto attuale del centro storico è perlopiù imputabile proprio a questa fase, quando i Genovesi, nell’urgenza di allargare i propri dominii e conquistare la porzione orientale della Liguria, giunsero appunto a Porto Venere e affiancarono all’antico abitato bizantino, i cui resti sono avvertibili sulla punta dell’Arpaia, in particolare dove è oggi la Locanda San Pietro, il loro nuovo abitato. In pochi decenni Porto Venere mutò il proprio aspetto da castrum di impronta feudale a borgo fortificato.
In un primo tempo i due borghi erano due entità distinte, chiamati il castrum novum e il castrum vetus, avevano due castellani differenti e venivano pertanto amministrati autonomamente l’no dall’altro. Tale situazione persistette fino al 1340, quando un grande incendio distrusse quasi per intero l’abitato bizantino causando di conseguenza l’unificazione, anche giuridica, di tutto l’insediamento.
Cosa vedere a Porto Venere
Chiesa di San Pietro: si trova all’estremità del promontorio, a picco sul mare. E’ il monumento più rappresentativo dell’abitato, anche per la sua posizione estremamente spettacolare. Secondo la tradizione sarebbe stata edificata sul tempio romano dedicato a Venere. In realtà la chiesa, sia pur fortemente rimaneggiata dai restauri effettuati negli anni Trenta, è il risultato dell’accostamento di due edifici distinti: uno romanico e uno gotico. Il primitivo edificio è databile alla fine del XI secolo ed era costituito da una piccola aula riconoscibile nella parte destra della chiesa per chi entra. A questa primitiva cappella, comunque forse edificata su un più antico edificio cristiano, faceva capo un complesso sistema difensivo e fortificato di cui sono conservati molti brani di mura, posti ancora a cingere la punta dell’Arpaia e che aveva il suo apice nel castrum vetus di cui sopra. In pratica San Pietro era in origine la chiesa castrense del complesso fortificato che preesisteva alla conquista genovese del luogo. A questo edificio ne venne addosato uno nuovo, che una lapide non più leggibile dice concluso nel 1277. Questa nuova chiesa gotica, probabilmente edificata a partire dal 1256, anno in cui venne acquisito da parte della repubblica il castello di Lerici, ha la parte absidale insolitamente rivolta a sud e si collega alla cappella romanica attraverso due arconi a tutto sesto. In parte contraddistinta dal paramento murario a fasce alternate, dove emerge l’uso del marmo, si assomma al più antico edificio e fondendosi con questo forma un tutt’uno.
Chiesa di San Lorenzo: emerge alta sull’abitato. Fu eretta dai maestri Antelami all’epoca della conquista genovese, e per questo motivo dedicata a Lorenzo, santo titolare della cattedrale della città. Fu consacrata nel 1130 da papa Innocenzo II, quando era ancora in costruzione ed è una chiesa di chiara impronta genovese. Di impianto romanico, fu più volte rimaneggiata; nel 1340 fu ricostruita a cura degli Antelami e poi ancora alla fine del quattrocento a seguito del disastroso attacco sferrato al borgo dalle truppe aragonesi. Fu interamente rifatta nel 1931-1935. Conserva notevoli opere d’arte (ancona marmorea attribuita a Mino da Fiesole, l’immagine della Madonna Bianca del secolo XIV, Trittico del XV sec. sull’altare maggiore) e, in sacrestia, un magnifico tesoro, il cosiddetto Tesoro di San Lorenzo, costituito da numerosi oggetti d’arte e dipinti tra cui i cofanetti in avorio arabo-fenici e bizantini.
Castello Doria: ancora più in alto, in posizione emergente, fu edificato e rimaneggiato nel corso del XVI e XVII secolo, in sostituzione del presidio medievale. Costituisce l’apice di quel perfetto apparato fortificato formato dalla cinta muraria con le torri, che insieme alla palazzata a mare formava appunto l’efficacissimo sistema di difesa dell’abitato. Il castello è oggi sede di importanti manifestazioni culturali, sia di carattere espositivo che teatrale.
Orari apertura del castello:
mesi di settembre, ottobre, marzo e aprile tutti i giorni dalle  10,30 alle 13,0 e dalle 14,30 alle 18,30
mesi di giugno, luglio e agosto tutti i giorni dalle 11,00 alle 14,00 e dalle 15,00 alle 19,00
1 novembre, Pasqua, sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00.
La palazzata formata dalle case torri continue, si concludeva un tempo direttamente sul mare, priva della calata Doria che oggi costituisce l’elegante passeggiata che permette di raggiungere in alternativa al carrugio interno la punta dell’Arpaia con la chiesa di San Pietro e la grotta di Byron.
Alti sulla grotta di Byron sono evidenti i poderosi resti della batteria di Sant’Ambrogio che insieme alla torre Scola, posta in mare aperto, completava all’inizio del XVII secolo quel perfetto apparato di difesa di si diceva prima.
Di fronte a Portovenere si trovano le piccole isole Palmaria, Tino e Tinetto, ricche di grotte, collegate da battelli turistici.
Una frazione di Porto Venere che si incontra procedendo verso La Spezia è Le Grazie, posto in una deliziosa insenatura naturale nelle cui vicinanze è visitabile l’importante sito archeologico della Villa Romana del Varignano. Orario estivo dal 16 giugno al 15 settembre dalle 13,30 alle 19,30; orario invernale dalle 9,00 alle 15,00. Di particolare suggestione la grande cisterna voltata utile all’approvvigionamento idrico, il torchio oleario della pars rustica e i pavimenti musivi dell’abitazione signorile, le cui stanze si affacciavano in gran parte su un’ampia darsena privata, oggi interrata. E’ in corso di allestimento una nuova struttura museale, utile a mettere in luce le fasi della villa e i reperti recuperati nel corso degli scavi.
Degni di visita il Convento degli Olivetani nel quale sono stati riportati alla luce gli affreschi quattrocenteschi di Nicolò Corso, segni non modesti dell’attività culturale dei monaci del medioevo e il Santuario di Nostra Signora delle Grazie di tardo stile gotico. Nella chiesa si segnala il leggio ligneo intarsiato, opera di Paolo da Recco, realizzato nel periodo compreso fra il 1496 e il 1501 e la venerata immagine della Madonna delle Grazie, tavola realizzata da Andrea da Aste nel 1423.
Ancora più interno al golfo, in direzione della Spezia, si incontra Fezzano, che conserva il suo carattere marinaro. La chiesa dedicata a San Giovanni Battista è stata edificata attorno al 1740, dopo il distacco dalla parrocchia di Marola, nel comune della Spezia, da cui dipendeva.
La principale festa di Porto Venere è la festa della Madonna Bianca, protettrice della città, che si svolge ogni anno il 17 agosto con una processione che si snoda per le vie del borgo. Il fascino di questa festa è dovuto soprattutto alle 1500 fiaccole che vengono accese sul promontorio roccioso di San Pietro. Inoltre gli abitanti decorano i carrugi di festoni fioriti.

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