Porto Cesareo (LE): l’Area Marina Protetta, le “spunnulate” e le torri costiere

5 marzo 2009 · 1 commento

sotto Luoghi, Puglia

L’Area Marina Protetta di Porto Cesareo è limitata, lungo il litorale a nord da “Punta Prosciutto” e a sud da “Torre dell’Inserraglio“. E’ caratterizzata da un paesaggio costiero articolato e frastagliato che passa da cale sabbiose a tratti di bassa scogliera, con isolotti e piccoli scogli affioranti.
La maggiore delle isole dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo è detta Isola Grande e si trova in corrispondenza dell’abitato di Porto Cesareo a circa 1 km dalla costa. Viene detta anche “Isola dei Conigli“  e può essere facilmente raggiunta a piedi perchè nel tratto di mare che la separa dal litorale l’acqua supera di poco il metro di profondità. Sono presenti tre insenature ai bordi dell’isola.
Il tratto nord del litorale di Porto Cesareo ospita “Lido degli Angeli“, una delle più belle spiagge della costa salentina, caratterizzata da dune di sabbia chiara, alte fino a 6/7 metri  e da acque con delle sfumature caraibiche.
Punteggiano i tratti di costa rocciosa numerose grotte emerse e sommerse, disegnate da un intenso fenomeno carsico, che erode la roccia calcarea creando tunnel ed anfratti sotterranei. Talora la volta di questi cunicoli crolla, generando delle doline, localmente chiamate “spunnulate“. Il termine deriva dal verbo sprofondare la cui forma dialettale è “spunnare”. Nelle spunnulate l’acqua del mare si mescola con l’acqua dolce di falda, creando dei microambienti che ospitano una vegetazione del tutto particolare. Nel loro interno si rinvengono vegetazioni di ambienti umidi con giunchi (Juncus maritimus e Juncus acutus), sommerse con la brasca delle lagune (Patamogeton pectinatus) e di macchia mediterranea con il mirto (Myrtus communis).
Dovunque si vada nel Salento si è sempre a contatto con la storia, la cultura e le tradizioni. La costa salentina fin dal medioevo fu caratterizzata dalle incursioni dei Saraceni che, sbarcando su questo litorale basso, si addentrarono nell’entroterra assaltando e saccheggiando masserie e villaggi urbani. Questo problema indusse le popolazioni locali a fortificare gli insediamenti agricoli (masserie) e spinse i regnanti spagnoli a costruire torri di avvistamento a distanza ravvicinata, per avvisare le comunità locali tramite fuochi di notte e fumate di giorno dell’avvenuto attacco.
Partendo da sud verso nord  incontriamo le possenti torri costiere che appartengono al territorio di Porto Cesareo: Torre Cesarea, Torre Chianca, Torre Lapillo e il rudere di Torre Castiglione. Come tutti i fortilizi anche le torri di avvistamento sono dotate di elementi difensivi: caditoie e feritoie posizionate sul parapetto per assicurarsi una prima difesa.
L’itinerario di visita è lungo circa 7,5 km se percorso in andata e ritorno.
Si può partire da Torre Lapillo, unico fortilizio fruibile al pubblico dopo un interessante intervento di recupero, e procedere in direzione est, per visitare la Sorgente Rivolia, spunnulata che conserva ancora parte del suo aspetto originario. Essa è collegata con il mare e accoglie al suo interno una risorgenza di acqua fredda. Si torna indietro, procedendo verso ovest, lasciando alle spalle Torre Lapillo ed immergendosi nell’ambiente naturale della gariga. A circa 800 m dalla torre si incontra la prima grande spunnulata; al suo interno è presente uno specchio d’acqua con vegetazione lacustre e le sue pareti rocciose sono caratterizzate da una folta cintura di arbusti di macchia. Si può percorrere il suo perimetro per intero per poi riprendere l’itinerario verso ovest e dopo un chilometro si giunge ad una serie di spunnulate allineate in direzione nord-sud che giunge sino alla strada litoranea. Si procede poi verso Torre Castiglione, torre diruta, posta su uno scoglio collegato alla terraferma da una stretta striscia di terra. L’itinerario continua verso ovest a ridosso della scogliera sino a giungere al Canale Fede, opera della passata bonifica.

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