Un’idea per una escursione se siete in vacanza sulle spiagge del Cilento può essere quella di visitare le Grotte dell’Angelo di Pertosa, in provincia di Salerno.
Le Grotte di Pertosa o “dell’Angelo” si aprono a 263 metri di altitudine lungo il versante orientale della catena dei Monti Alburni, sulla sinistra idrografica del fiume Tanagro ed all’estremità settentrionale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Le grotte di Pertosa si raggiungono dall’Autostrada A3 Salerno-ReggioCalabria, uscita Petina (provendendo da Nord) o uscita Polla (provenendo da Sud) e proseguendo sulla SS 19. Oppure si raggiungono dalla “Basentana” Sigignano-Potenza, uscita Buccino, seguendo quindi le indicazioni per “Grotte dell’Angelo-Pertosa”.
Orario apertura:
09.00 – 19.00 da marzo ad ottobre
10.00 – 16.00 da novembre a febbraio
Grazie al continuo e millimetrico avanzamento dei lavori che la natura svolge all’interno delle ampie cavità delle Grotte dell’Angelo da oltre 35 milioni di anni, i visitatori hanno la possibilità di vivere ed ammirare incantevoli scenari che si sviluppano su una superficie di circa 3000 metri. Sono le grotte più importanti dell’Italia del sud e le uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro, il cui corso è stato deviato a scopo di utilizzo energetico.
Il tratto iniziale, invaso dalle acque del fiume Negro, si percorre a bordo di una piccola chiatta sapientemente condotta da esperte guide lungo un percorso di circa 200 metri ben delimitato da corde sospese. Con l’imbarcazione mossa dalla sola forza umana ci si sposta dall’Edicola votiva di S. Michele Arcangelo, situata all’ingresso della cavità, ad una sorta di approdo sotterraneo da cui si snodano tre differenti diramazioni parallele. Da qui si diramano i vari percorsi.
Il percorso più breve è di circa un Km 1,5 e dura circa 40 minuti; si conclude con il ritorno in barca fino all’imbocco iniziale.
Il secondo itinerario è quello lungo circa Km 2,5, dura un’ora, e prevede l’uscita a piedi attraverso il Ramo dei Pipistrelli.
Dal 1° luglio 2003 è stato poi inaugurato il percorso Extra, lungo circa Km 3 percorribili in un ora e mezza, che prosegue oltre la Sorgente iniziale, posta a circa 300 metri a monte, che sgorga dove approdano le barchette; la visita prevede il passaggio attraverso la Sorgente e la passeggiata nell’area posta dietro alla piccola cascata fino alla Sala delle Meraviglie, proseguendo poi per il percorso lungo fino all’uscita a piedi passando per il Ramo dei Pipistrelli. Esistono altri 2 sentieri, oltre a quello aperti al pubblico, uno mediano ed uno più a sud aperti esclusivamente al personale specializzato ed agli speleologi ed esploratori.
Il percorso turistico è un succedersi di ampie cavità adorne di imponenti gruppi stalatto-stalagmitici e da straordinarie morfologie di concrezioni che quasi completamenete coprono il suolo. Un sapiente gioco di luce ben evidenzia le mille figure e le costruzioni calcaree dalle forme più disparate che lasciano ampio spazio alla fantasia. Tra le sale più importanti è da segnalare la Sala delle Meraviglie; quella Grande, dove l’altezza sfiora i 24 metri. Unica al mondo è la Sala delle Spugne, che da sola varrebbe tutta la visita. Interessante anche la Sala dei Pipistrelli, così chiamata perché una volta era il rifugio di migliaia di questi animali che nel buio di questi luoghi trovavano conforto e riparo. I pipistrelli avevano ricoperto oltre metà della Grotta dei Pipistrelli di tonnellate di guano e ancora sulla roccia si vede il segno di dove arrivavano gli escrementi di questi animali. I pipistrelli, disturbati dalla presenza dell’uomo hanno poi lasciato questi luoghi per loro non più sicuri. Il guano fu poi rimosso dalla grotta dalla Montecatini, oggi Montedison, la quale ottenne da questi escrementi tonnellate di materiale prezioso da utilizzare per fertilizzanti e cosmetici. Dalla Sala dei Pipistrelli si può vedere l’anfratto scelto dal regista Dario Argento come location per una scena del film: “Il Fantasma dell’Opera”. Ancora oggi si può ammirare questo set particolare, così come venne allestito dal celebre artista durante le riprese.
Nel complesso speleologico di Pertosa la presenza dell’uomo risulta ininterrotta sin dall’età della pietra.
Una notevole quantità di reperti (vasi di ceramica e manufatti in pietra, osso e metallo) è stata recuperata in seguito ai primi scavi effettuati nell’antro della cavità sul finire dell’Ottocento. Inoltre grazie a particolari condizione di conservazione in ambiente umido, furono rinvenute alcune strutture lignee interpretate come resti di passerelle sospese sui corsi d’acqua.
Oltre alle normali visite che si possono effettuare come in tutte le grotte, molto interessanti sono le rappresentazioni che si tengono ogni fine settimana. Con la guida di Dante in persona ci si inoltra nei cunicoli scavati nelle viscere della montagna e, di caverna in caverna, si incontrano Paolo e Francesca, Ulisse, Minosse, Il Conte Ugolino e molti altri protagonisti della prima cantica della Divina Commedia. Gli spettatori si muovono all’interno della scena e vanno incontro ai personaggi. Il Fiume Negro per l’occasione diventa l’Acheronte, il fiume infernale. Con la chiatta si solca il fiume fino alla sponda dove comincia il viaggio nei 10 cerchi dell’inferno. Un gioco di luci e suoni ed una serie di videoistallazioni d’arte contemporanea arricchiscono lo show che si snoda per circa un chilometro e coinvolge oltre 30 attori e ballerini. Le rappresentazioni si tengono tutti i venerdì, mattina e sabato sera.
per ulteriori info
www.grottedipertosa.it
www.tappetovolante.org/dante/scheda