Il comune di Mondaino, in provincia di Rimini, si trova sui colli compresi tra la valle dei fiumi Conca e Foglia, nella campagna dell’entroterra riminese, al confine con la regione Marche.
Dista 20 km da Riccione, 20 km da Cattolica, 30 km da Rimini e 25 km da Urbino. Rappresenta il classico abitato sito fra lo spartiacque di due regioni anticamente in lotta tra di loro.
Il primo insediamento umano nella zona è testimoniato già nel periodo neolitico e nell’età del bronzo.
In età romana nella zona su questo luogo sorgeva il ”Vicus Dianensis” (un tempio dedicato alla dea della caccia Diana, in un luogo probabilmente ricco di selvaggina e soprattutto di daini) che diventò poi il Mons Damarum o “il monte dei daini” ed infine Mondaino.
Nell’epoca tra il Medioevo (la prima testimonianza scritta è del 1069) e il Rinascimento il paese fu soprattutto un avamposto militare atto alla difesa delle zone di confine come la vicina Montegridolfo, tanto che Mondaino passò di mano fra il comune di Rimini e il ducato di Urbino.
Con l’avvento dei Malatesta, signori riminesi che dominarono la Romagna meridionale e parte delle Marche tra il 1300 e il 1500, Mondaino toccò il culmine dell’importanza militare e civile. I Malatesta fecero costruire a Mondaino un castello ed una serie di fortificazioni come l’imponente ponte levatoio.
Mondaino fu a lungo contesa fra la famiglia dei Malatesta di Rimini e quella dei Montefeltro di Urbino, poi fu donata al Papa dai marchigiani.
Nei secoli successivi dietro al castello malatestiano venne costruita la piazza semicircolare che dona la caratteristica maggiormente apprezzabile al paese e gli edifici nobiliari che mantennero Mondaino uno degli insediamenti più importanti della media Valconca.
Cosa vedere a Mondaino:
Porta Marina: (Torre Portaia o Cassero) è la bella porta di accesso al paese; si attribuisce alle opere di ammodernamento della struttura difensiva volute da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Recentemente è stata recuperata, con l’allestimento e ricostruzione di un posto di guardia quattrocentesco fruibile al pubblico.
Rocca Malatestiana: fu costruita fra la fine del XIII secolo e il XV secolo; rappresenta un tassello fondamentale della linea difensiva della Signoria malatestiana, strategico per mantenere il controllo sui pericolosi castelli vicini e sui movimenti di truppe del Montefeltro. Sigismondo Malatesta la dotò di una elegante merlatura e la fece centro e baluardo della cinta muraria che contava ben 13 torrioni. La struttura della rocca è semplice ma efficace; saldamente appoggiata su un potente muro a scarpa, nel suo punto più alto vi è una splendida terrazza dalla quale si domina tutta la Romagna, il litorale pesarese e il Montefeltro; nel suo punto più basso invece si trova una serie di passaggi e condotti segreti utilizzati a scopo militare. In una sala è conservato l’affresco raffigurante la Madonna del Latte di Bernardino Dolci (sec. XV).
Alla Rocca è legata anche la storia del poeta mantovano Giovanni Muzzarelli, protetto del Bembo e governatore della rocca dal 1509 al 1514, sparito in circostanze misteriose: il Palio del Daino è stato a lui dedicato ed ispirato.
Attualmente la Rocca è sede del Municipio e del Museo Paleontologico.
Piazza Maggiore: è sicuramente una delle più belle e caratteristiche piazze della Romagna. Fu costruita intorno al 1800, adiacente alla rocca; si presenta con l’insolita forma semicircolare sulla quale si affaccia uno splendido porticato in stile neoclassico opera geniale attribuita all’architetto Francesco Cosci. Via Roma, la via centrale del paese, si innesta sulla piazza tondeggiante e per questo motivo gli abitanti definisconmo affettuosamente questo singolare piazza come “Piazza padella“. E’ il cuore del paese e qui avvengono le dispute delle varie contrade che danno vita al Palio del Daino.
Convento delle Clarisse: si trova nel centro storico. Costituito da numerosi edifici di epoche diverse e da un bel giardino all’interno che è visitabile solo durante il Palio del Daino. La caratteristica chiesa che si affaccia sulla via principale conserva un coro e alcuni crocefissi lignei del XVII secolo. Il convento ospitò la Beata Elisabetta Renzi, fondatrice delle Maestre Pie dell’Addolorata.
Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo: è la più importante del paese; bella e spaziosa, fu costruita nel settecento e ospita alcune interessanti tele di scuola marchigiana risalenti al XV e XVI secolo e tre suggestivi paliotti (frontale dell’altare) finemente decorati con una antica tecnica (sec. XVIII). Secondo la tradizione, ma forse non corrisponde al vero, qui sorgeva il tempio dedicato a Diana.
Museo Paleontologico: si trova all’interno della Rocca e fu istituito nel 1981; è un percorso ricchissimo di pesci (21 specie) conservati perfettamente e risalenti al Miocene (cinque milioni di anni fa) quando il mare si è prosciugato lasciando una sorta di lago, di grande stagno. Attraverso i reperti, non solo di pesci ma anche di foglie e di rari resti di piume e ali di uccelli, si snoda la storia della Terra, in un percorso dal valore scientifico ma capace di grandi suggestioni. Sono custoditi e catalogati i fossili provenienti da Mondaino e dai territori circostanti; per una particolarità della roccia e del processo di fossilizzazione le tracce degli organismi sono straordinariamente nitide.
Museo di Maioliche Rinascimentali: si può apprezzare una collezione delle maioliche più pregiate tra XV e XVII secolo che venivano prodotte proprio a Mondaino. Questa produzione, prima ignorata nella storia delle maioliche italiane, è stata accertata recentemente grazie ai recuperi, in vari sterri e in uno scavo archeologico realizzato grazie alla collaborazione dell’associazione culturale mondainese Tredici Torrioni – Li Zanzeri, di migliaia di frammenti comprendenti abbondanti scarti di lavorazione. Ricerche nei documenti d’archivio hanno inoltre trovato notizie su vasai attivi sul posto e su mondainesi operanti in manifatture di maioliche di Urbino, Pesaro e Fano. La produzione comprendeva varie tipologie decorative: le più caratteristiche sono quelle con “trofei” o con putti alati centrali su fondo giallo abbinati a vari motivi periferici, ma sono frequenti anche altri decori, da quelli “alla porcellana” allo “stile compendiario”, dalle “geometrizzazioni” al “serto d’olivo”, ai “paesi su smalto berettino”. Senza dubbio tale produzione superava i consumi locali e infatti si sono trovate maioliche mondainesi in diverse località fra Urbino e Cesena. Il museo è piccolo ma costituisce un percorso affascinante , un viaggio nel fabbricare, nel cuocere, nel decorare, nell’apparecchiare la tavola.
Mulino della Porta di Sotto: risale ai secoli XIV-XVI; è di proprietà privata ma sempre visitabile e sorge a ridosso di quella che fu la porta Montanara. Nel mulino ha sede anche l’associazione “Centro Dantesco San Gregorio in Conca” che provvede a tenervi Lecturae dantis e manifestazioni culturali.
Convento Francescano di Monte Formosino: risale al XII secolo e si trova poco fuori dal centro. Qui vestì il saio Lorenzo Ganganelli, divenuto poi pontefice con il nome di Clemente XIV e nel 1459 fu firmata la pace tra Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro.
Mondaino fino ai giorni nostri ha conquistato notorietà grazie alla produzione di strumenti musicali (fisarmoniche e organi elettronici liturgici) e alla qualità e quantità di eventi di carattere culturale, storico ed enogastronomico, con un programma di eventi che abbraccia per intero i dodici mesi dell’anno.
Tra gli eventi più importanti ricordiamo:
“Margherita senza maestri” (25 aprile e giorni successivi)
“Palio del daino” (in genere dopo il ferragosto)
“Fossa tartufo e cerere” (fine novembre)
Tra i prodotti alimentari degni di nota: tartufo bianco pregiato, formaggio di fossa, olio extravergine di oliva, farine e cereali, miele.
Mondaino (RN)
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