Modigliana, un grazioso comune da visitare, in provincia di Forlì-Cesena; sicuramente una buona occasione per vederlo è la festa del’800 Tableaux Vivants che quest’anno si terrà il 10,12 e 13 settembre. La cittadina di Modigliana si trova a 185 m slm, nella media Valle del Tramazzo, alla confluenza di tre torrenti che si uniscono qui a formare il fiume Marzeno.
Per raggiungere Modigliana dall’Autostrada A14 per chi proviene da Bologna o da Rimini uscire a Faenza, quindi imboccare la SP 16, attraversare Marzeno, quindi continuare su SP 20. Dista 25 km dall’uscita dal casello autostradale.
Il territorio fu abitato fin dal Neolitico e pare che qui sorgessero l’antico Castrum Mutilum citato da Tito Livio, da cui deriverebbe il nome Modigliana.
La città si è sviluppata intorno all’antica Pieve (dove oggi si trova la Chiesa si santo Stefano) e alla Rocca dei conti Guidi, entrambe del IX secolo.
Modigliana fu la residenza principale della potente e nobile famiglia dei Guidi, che dominò a lungo parte dell’Appennino tosco-romagnolo, fino al 1377 quando la città divenuta libero Comune si diede in accomandigia a Firenze, le cui sorti seguì fino all’unificazione d’Italia.
Dipese dal Capitanato di Castrocaro fino al 1510, quindi passò sotto la giurisdizione del commissariato di Rocca nel 1837, ottenendo in cambio dal Granduca di Toscana Leopoldo II il titolo di “Città Nobile”.
Fu eletta dalla Chiesa a sede vescovile a metà dell’Ottocento; questo evento contribuì ad alimentare quella vivacità culturale che ancora oggi caratterizza Modigliana.
Il Risorgimento vide i Modiglianesi fortemente impegnati nella lotta per l’indipendenza: personaggio di spicco fu Don Giovanni verità, salvatore e amico di Garibaldi. Don Verità fu anche padre spirituale del grande maestro della Macchia Silvestro Lega, che qui nacque e qui tornò ogni volta che la vita gli inflisse delusioni e sconfitte.
Solo dopo la Prima Guerra Mondiale, insieme ad altre città della Romagna-Toscana, Modigliana passò alla provincia di Forlì.
Cosa vedere:
Rocca dei Conti Guidi detta anche “Roccaccia“: il nucleo originario risale al XII XIII secolo, quando la cittadina di Modigliana era dominata dai Conti Guidi. Probabilmente la rocca sorse su un precedente edificio medioevale, anche se non sono rimaste molte tracce degli elementi precedenti.
Il lato est che si vede bene dalla strada che conduce a Dovadola attraverso il monte Trebbio si presenta ancora ben conservato con una imponente struttura a forma di parallelepipedo di aspetto più antico, la cui muratura di sassi di fiume è probabilmente il nucleo originario della Rocca. Lo stato attuale con cui si presenta lo sventrato rudere della Rocca è dovuto al crollo avvenuto nel 1918.
Tribuna: questo edificio costruito nel XVI secolo ha una aspetto caratteristico e particolare; è composto da un grande torrione semicircolare, due campanili e un’edicola contenente la statua della Madonna con Bambino.
Nel torrione si apre la porta principale d’ingresso entro la seconda cerchia di mura. La cerchia di mura che costeggia il torrente Tramazzo e racchiude tutto l’abitato posto tra il fiume stesso e il Borgo Vecchio fu realizzata tra la fine del Quattrocento e il 1534. A metà altezza del torrione risulta incisa la data di fine costruzione (1534 appunto), lo stemma del casato del podestà Cosimo Davanzati che governava allora la città (un leone rampante) e lo stemma dei Medici, Signori di Firenze, simbolo del potere della città dominante.
Nel piccolo campanile di destra si trova un orologio del 1845 realizzato da Domenico Cavina.
La statua della Madonna protetta dentro l’edicola è opera dello scultore bolognese Clemente Molli.
Duomo: si trova in Piazza C. Battisti. E’ l’antica Pieve di Santo Stefano in Juviniano di cui rimane solo la cripta. Di origine del secolo IX fu completamente ricostruita nel XV secolo. Il nuovo edificio quattrocentesco fu consacarato nel 1506 da Papa Giulio II nel corso del suo passaggio da Modigliana. Nel 1756 furono realizzati altri lavori per ingrandire l’edificio. Nel 1764 fu innalzato il Campanile. All’interno 3 navate in stile barocchetto, divise da grandi pilastri.
Nel 1859 quando fu istituita la diocesi Modigliana, la Pieve divenne sede vescovile e Duomo della città.
A ridosso dell’angolo (cantone) dell’abside della Pieve è stato cotruito il Santuario della Madonna del Cantone. Presumibilmente risale al XV secolo. Fu realizzato per proteggere l’immagine della Madonna affrescata sul muro, ma nei vari secoli fu arricchito di decorazioni e arredi. All’interno si possono ammirare le copie delle lunette di Silvestro Lega dipinte tra il 1858 e il 1863 rappresentanti le quattro calamità da cui la Madonna protesse Modigliana: la Carestia, la Guerra, la Peste e il Terremoto.
Interessante da visitare anche l‘Oratorio di Gesù Morto, che fu ricavato dalla cripta dell’antica Pieve nel XII secolo. Nel XVII secolo diventò sede della confraternita Battuti Bianchi. Attualmente è Sacrario dei Caduti in guerra e raccoglie le tombe dei vescovi diocesani. All’interno dell’Oratorio si può ammirare il “Compianto su Cristo Morto”, gruppo di legno dipinto del XV secolo che raffigura il Cristo deposto.
Piazza Pretorio: è una delle piazze medioevali più belle della provincia di Forlì Cesena. Vi si accede dalla porta ad arco che introduce al Borgo Vecchio. Sulla piazza si affacciano diversi edifici.
Palazzo Pretorio: si affaccia su Piazza Pretorio. E’ un edificio in pietra a vista di tipo toscano trecentesco. Fu sede del Podestà dal 1377. Al suo interno dal 1999 è stata inaugurata la Pinacoteca Comunale Silvestro Lega che comprende un ingente patrimonio figurativo dell’Ottocento e del Novecento. Sono esposte numerose opere di Silvestro Lega e una interessante raccolta donata dal collezionista Michele Campana nel 1959. Infine una sezione comprende i dipinti acquistati a partire dagli anni Cinquanta in occasione delle varie edizioni del Premio Nazionale di pittura intitolato a Silvestro Lega; prestigiose opere di Plinio Mesciulam, Getulio Alviani e Concetto Pozzati.
Ex Chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco: sede di Padri Scolopi, è ora di proprietà comunale. E’ stata restaurata recentemente e dedicata al fondatore della maggiore industria locale, Pietro Alpi, destinata ad attività culturali. Si trova in Piazza Pretorio.
Palazzo Borghi: si trova in Piazza Pretorio; in questo edificio del tardo Rinascimento toscano secondo la tradizione avvenne un famoso “baratto”: nel 1773 Filippo d’Orleans, pretendente al trono di Francia, sostando a Modigliana ebbe dalla moglie una figlia, Maria Stella, che sarebbe stata scambiata col neonato maschio del carceriere Chiappini per non pregiudicare la successione al trono.
Museo Civico Don Giovanni Verità: il museo fu istituito nel 1932 e ha sede nella casa dove visse Don Giovanni Verità (1807-1885). L’edificio ha una struttura ottocentesca. Al piano terreno, nella sezione risorgimentale, sono conservati cimeli e documenti legati alla figura e alla di vita di Don Verità. Nella camera da letto del sacerdote, che è visitabile sempre al pianterreno, si trovano due celebri dipinti di Silvestro Lega: il ritratto di Giuseppe Garibaldi e il ritratto di Don Giovanni Verità. Al piano superiore è ospitata una mostra sulla resistenza con documenti, immagini e alcune armi e cimeli relativi all’attività partigiana nella zona modiglianese. Infine in una delle due sale attigue si trova la stanza dedicata a Pia Tassinari dove si conserva una ricca collezione di fotografie della cantante, oltre a oggetti personali e gioielli; la stanza è stata arredata con arredi dell’epoca; nell’altra stanza si può vedere una collezione di Busti reliquiari.
Nelle cantine della casa si trova infine una piccola raccolta archeologica di reperti di provenienza locale dall’età del Bronzo al periodo romano.
Convento dei Cappuccini: fu fondato nel 1561 in località Monte Castellano dai padri Lorenzo Visani da Fognano e Bernardino Piazza da Modigliana e fu oggetto di vari amplimenti fino a raggiungere l’aspetto attuale alla fine del Settecento. Il restauro è stato promosso dall’Accademia degli Incamminati che ora ha qui la sua sede. Sotto il portico della chiesa annessa dedicata a Maria della Pace si trovano lapidi funerarie di importanti personaggi di Modigliana. Tra questi anche i fratelli Giovanni e Matteo Zauli che nel 1823 avevano costruito la prima filanda a vapore con tecnica avanzata d’avanguardia dell’Emilia Romagna. All’interno vi sono vari altari lignei dalle caratteristiche chiaramente di stile cappuccino, un quadro del Mastelletta e uno di Carlo Cignani. Di fianco alla scalinata della chiesa c’è una grotta devozionale con un gruppo di statue raffiguranti la Passione, a grandezza naturale.
Ponte San Donato: si trova alla periferia del paese, in direzione Faenza, ma val veramente la pena fare qualche passo in più per vederlo. E’ uno spettacolare manufatto a schiena d’asino, formato da tre archi, con il centro molto alto sulle acque. La sua costruzione risale al XVIII secolo al posto di un ponte precedente demolito da una straordinaria piena e vicino all’antichissima chiesa di San Donato ora scomparsa. Il ponte è detto anche Ponte della Signora in quanto fu costruito vicino alla Villa La Colombaia, appartenente ad una nobildonna.
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