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La festa del Pane a Maiolo, in provincia di Rimini | Fuori dal CAOS, proposte per gite fuori porta, escursioni ...
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Maiolo (RN) – Città del pane

Maiolo, un comune dell’alta Valmarecchia, da pochi anni entrato a far parte della provincia di Rimini.
La sua esistenza è documentata sin dal 962, periodo a cui risalgono due massicci torrioni poligonali dai quali si domina tutta la valle del Marecchia.  Il paese attuale si trova in una località limitrofa chiamata Serra. Nel territorio comunale di particolare interesse si segnalano la Chiesa Monumentale di Santa Maria di Antico con portale e lunetta scolpita a rosone che conserva al suo interno la statua della Madonna delle Grazie, capolavoro artistico attribuito a Luca Della Robbia e tele restaurate del pittore Giangiacomo Pandolfi.
Di particolare interesse le Chiese di Sant’Apollinare, Antico, Maioletto e San Rocco lungo il percorso dei calanchi che portano alla Rocca.
Maiolo, insieme a tanti altri comuni sparsi un po’ in tutta Italia, fa parte del circuito “Città del Pane” (nel circuito rientrano anche altri comuni visitati dalla nostra redazione: Genzano di Roma, Lecce, Padula, Senigallia,..).
L’associazione ha come scopo quella di tutelare e promuovere la produzione tipica del pane locale, nonchè la cultura del pane e la conoscenza del territorio circostante.
Il pane caratterizza le varie regioni e località italiane; ne esistono oltre  200 tipi, con circa 1500 varianti: dal pane di grano duro della Puglia e della Basilicata, al pane non salato della Toscana, dal pane casereccio del Lazio, al pane bianco e poco umido della Romagna, dal pane scuro siciliano a quello spianato della Sardegna,…
Il territorio di Maiolo, con  i suoi campi di grano, ma soprattutto con i suoi forni dove viene cotto il caratteristico pane, costituisce un vero e proprio “Museo del Pane“, uno speciale museo diffuso. I forni di Maiolo sono sparsi un po’ su tutto il territorio ma non sono tutti attivi; durante la festa del pane è possibile vederli in piena attività.
Sono forni che risalgono ai primi del 1800, costruiti esternamente in calcare marnoso e con la camera di cottura in mattone, generlamente vicini alla casa della famiglia di agricoltori o boscaioli, ma a volte anche isolati dai nuclei rurali. Venivano utilizzati da più famiglie, ma in genere per una produzione destinata al consumo familiare e non alla vendita. Solo pochi conoscevano i segreti per realizzare un buon pane e utilizzare il forno.
(per maggiori info sul Museo del Pane di Maiolo).
Come è nata la Festa del Pane, che dal 1996 anima il territorio di Maiolo nell’ultimo week end di giugno.
L’amministrazione comunale guidata dal dottor Calliope Fabbri, sviluppando un’indagine conoscitiva sulle radici storiche e culturali della realtà maiolese, ha notato che sul territorio del comune esistevano  più di 50 forni per la panificazione e, con l’intenzione di rispolverare un’antica tradizione che potesse unire i maiolesi in un obiettivo comune, è scaturita l’idea della “Festa del Pane”. Questa festa ha un significato di aggregazione del territorio e di coinvolgimento degli abitanti. L’aspetto culturale è stato sempre l’elemento dominante, perchè il significato vero della festa è far conoscere e capire le tradizioni ai giovani, nonchè l’importanza alimentare e nutrizionale del pane.
L’obiettivo da raggiungere è quello di creare una filiera che si sviluppa solo esclusivamente sull’intero territorio di Maiolo, partendo da varietà di grano antico, macinature a freddo a sasso e l’utilizzo di farina integrale, l’utilizzo dei prodotti del sottobosco per l’alimentazione dei forni e la produzione del pane attraverso la maestria dei nonni.
Il progetto della festa del pane continua ad essere sviluppato grazie all’impegno della Pro Loco, dell’Amministrazione Comunale e soprattutto dai cittadini che si prodigano per la produzione del pane in occasione della festa.
La festa si anima soprattutto la domenica pomeriggio quando  i visitatori possono assaggiare nei numerosi forni sparsi nel territorio pane e spianate al rosmarino appena sfornate (accompagnate con salumi, insalata e vino); il tutto allietato dalla musica delle bande e dei complessi di canto popolare che creano un’atmosfera festosa.
Come si prepara il pane casereccio di Maiolo.
Gli ingredienti sono farina di grano tenero, acqua e lievito naturale (la cosidetta “madre”).
Alla sera viene preparata la “madre” rappresentata dall’impasto del pane della lavorazione precedente fatta acidificare. Al mattino viene ripresa, con aggiunta di acqua tiepida e farina, il tutto impastato rigorosamente a mano. Quando l’impasto è pronto, si tagliano i filoni da circa un chilo, si incidono con un taglio nella parte superiore, si avvolgono con teli tessuti a mano, si appoggiano su assi di legno, ricoperti di lana e si lasciano lievitare per un tempo che varia da 1 ora e mezzo in estate alle 3 ore in inverno. Si inforna a forno ben caldo riscaldato esclusivamente con legna molto secca, raccolta solo nei boschi del territorio comunale e dopo circa 45 minuti il pane è pronto.
Il profumo e la fragranza del Pane di Maiolo vanno attribuiti all’uso del lievito naturale e alla qualità dei cereali impiegati. Il lievito naturale, ricco di fermenti vivi, fa conservare al pane la sua fragranza anche per diversi giorni dopo la cottura. proprio perchè è un alimento “vivo”, non sopporta il sottovuoto nè tanto meno il contatto con la plastica.
La Festa del Pane 2010 si svolge nel week end del 26 e 27 giugno. Appena disponibile verrà pubblicato il programma dettagliato delle due giornate.

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