Lecce (LE) – La capitale del barocco – parte II

6 luglio 2009 · 1 commento

sotto Luoghi, Puglia

Lecce stemmaIn questo secondo articolo Fuoridalcaos vi segnala altri monumenti a Lecce che il turista meno frettoloso può visitare.
La Chiesa di Sant’Irene o dei Teatini (1591-1639) sul Corso Vittorio Emanuele. Dedicata a Santa Irene, compatrona della città, rispecchia, in tutta la sua sontuosa bellezza, la devozione e il rispetto che i leccesi avevano per la loro santa protettrice. Fu edificata a partire dal 1591 su progetto di Francesco Grimaldi. Presenta una grandiosa facciata composta da due assetti stilistici sovrapposti. L’interno è a croce latina e ad una sola navata, con tre profonde cappelle, comunicanti tra loro, caratterizzate da volte ellittiche illuminate a luce naturale. La chiesa ospita numerosissime tele di inestimabile valore artistico.
La Chiesa del Gesù o del Buon Consiglio, progettata dall’architetto comasco Giovanni de Rosis, esempio di barocco romano. Fu consacrata nel 1676. L’interno è a croce latina e ad una navata.
La Chiesa del Carmine (1711) a Largo Vetere. Venne realizzata nella prima metà del Settecento per i Carmelitani, sul luogo dove sorgeva un’antica chiesa dedicata a San Nicola. Autore dell’edificio fu l’architetto Giuseppe Cino che vi lavorò sino al 1722, anno della morte. Venne completata molto probabilmente da Mauro Manieri. Presenta una sfarzosa e imponente facciata composta su tre ordini.
La Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo è un mix di arte normanno araba per alcuni motivi stilistici ma soprattutto per la cupoletta su tamburo ottagonale, per le finestre alla siciliana, per la ricchezza della decorazione del portale che ricorda gli intagli musulmani su legno. Fu Tancredi, Conte di Lecce e poi Re di Sicilia, a voler erigere nel XII secolo la chiesa donandola ai Benedettini. Molte sono state da allora le trasformazioni: la facciata da romantica è stata trasformata in barocca ricca di statue, pinnacoli e decorazioni varie. L’impianto è a croce latina con tre navate divise da colonne polistili alte e strette voltate a botte. Molti gli affreschi che vi si conservano quasi tutti del Seicento.
La Basilica di San Giovanni Battista o del Rosario (1691-1728) in Via G. Libertini; fu edificata tra il 1691 e il 1728 su progetto di Giuseppe Zimbalo, detto lo Zingarello, su un’area prima occupata dalla chiesetta dedicata a San Giovanni d’Aymo. La chiesa è considerata la più significativa espressione del barocco leccese;  ha un impianto a croce greca e, all’interno è strutturata a crociera ottagonale. Possiede 13 altari, tutti rigorosamente barocchi. Di notevolissimo pregio il pulpito in pietra leccese riccamente decorato, unico in città.
La Chiesa di San Matteo (1700) in Via dei Perroni. Si differenzia rispetto a tutte le altre chiese leccesi per la facciata che richiama decisamente il barocco di alcune basiliche romane. Fu progettata da Achille Larducci e fu realizzata tra il 1667 e il 1700.
La Chiesa di San Nicolò dei Greci, meglio conosciuta come chiesa greca. Quella di San Nicolò è una delle poche testimonianze della presenza della chiesa d’oriente in città. Interessanti le icone della Madonna col Bambino e Cristo Pantocratore.
Il Palazzo Adorno (1572). E’ una delle più significative architetture civili del rinascimento. Riconoscibile in Via Umberto I per il prospetto a bugne lisce ed il portale elegante e slanciato sul quale si apre una bella finestra barocca. Probabilmente fu progettato e realizzato da Gabriele Riccardi nel 1568.
L’Arco di Trionfo o Porta Napoli è alto più 20 metri. Fu eretto nel 1548 da Gian Giacomo dell’Acaia in onore di Carlo V, con due coppie di colonne corinzie e un fronte triangolare con lo stemma dell’imperatore.  Di fronte all’Arco di trionfo si staglia l’Obelisco, eretto nel 1822 a ricordo della visita resa alla città da Ferdinando I di Borbone.
La Porta Rudiae guarda verso l’antica città messapico-romana i cui resti distano pochi chilometri. In alto sul frontone la imponente statua di S. Oronzo.
La Porta San Biagio, a sud della città, è una porta settecentesca e porta la grande statua del santo.
Il Castello Carlo V fu costruito nel 1539-48 per ordine di Carlo V dall’architetto Gian Giacomo dell’Acaia. Il castello offre all’interno una vera dovizia di motivi rinascimentali, intagliati nelle cornici, nelle porte, nelle finestre.
Infine interessanti i viali che corrono lungo il circuito murario medievale, dove è possibile vedere rappresentato il fenomeno della cosiddetta “architettura eclettica“. Nei primi anni del Novecento la città si estese al di fuori delle mura cinquecentesche e al posto di fossati colmi di acqua spesso putrida, sorsero una dietro l’altra, ville dal gusto esotico, orientaleggiante, neoclassico, liberty.

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