Lecce è l’incontrastata capitale mondiale del Barocco. Se siete in vacanza su una delle splendide spiagge della penisola salentina non dovete perdere l’occasione di visitare e dedicare una giornata a passeggiare tra i suoi monumenti, chiese, cattedrali, palazzi e musei.
Lecce è una vera e propria esplosione di arte e di cultura e rappresenta una delle tappe più importanti per chi vuole scoprire il Salento.
Lecce è anche Città del Pane, ovvero fa parte di un’associazione di città che hanno come obbiettivo quello di difendere e promuovere la panificazione tradizionale.
Il capoluogo dell’antica Terra d’Otranto vanta un patrimonio monumentale notevole, con testimonianze di epoca romana, medioevale, e rinascimentale. In massima parte è costituito da edifici sorti tra la fine del ’500 e gli inizi del ’700: lo stile che vi predomina è il Barocco che in questa città assunse forme peculiari.
Cosa vedere a Lecce:
Notevole il complesso architettonico di Piazza Duomo, circondato da bellissime costruzioni barocche, che rappresenta il cuore della città ed è una delle più belle piazze d’Italia consacrata tale da scrittori italiani e stranieri. Superati i Propilei, realizzati nel XVIII secolo da Emanuela Manieri, l’architetto leccese che armonizzò l’arredo urbano della città, si fa l’ingresso in Piazza duomo: a sinistra si innalza il Campanile, alto oltre 50 metri, opera di Giuseppe Zimbalo costruito tra il 1661 e il 1681; al centro la Cattedrale di cui si nota subito il prospetto laterale. La fabbrica, praticamente ricostruita tra il 1659 e il 1670 dallo stesso architetto che realizzò il campanile, sorge su un’area dove vi erano preesistenze del VI, del XII e della prima metà del XIII secolo. L’impianto è a croce latina, diviso in tre navate, sulle quali si affacciano 12 ricchi altari oltre il maggiore. Rilevanti sono le opere d’arte che si conservano sia all’interno del duomo che nella cripta risalente al XII secolo. Sempre al centro della Piazza, l’elegante Episcopio del XV secolo, ampliato nel 1649 e ristrutturato nel 1761. A destra il Seminario realizzato da Giuseppe Cino tra il 1694 e il 1709 per volontà del Vescovo Michele Pignatelli, nel cui atrio vi è il magnifico Pozzetto di Giuseppe Cino. Si tratta di un edificio di grandi dimensioni sulla cui facciata l’estro, la capacità tecnica delle maestranze, il gusto barocco dell’epoca si esprimono ai massimi livelli.
Piazza S. Oronzo era il più tradizionale luogo d’incontro dei leccesi, fino agli anni settanta del secolo scorso, prima che la città si sviluppasse nella direzione del quartiere Mazzini. Nonostante le trasformazioni comunque, su di essa o nelle sue immediate vicinanze, si trovano negozi di prim’ordine e uffici e studi professionali, nonchè bar, ristoranti, pub, librerie; è per questo che la piazza resta tuttora riferimento significativo per quanti vivono in città e in provincia. Si svolge qui la borsa delle trattative commerciali (il lunedì e il venerdì); è qui che si affaccia l’unico bar storico di Lecce, l’Alvino; si trovano nelle vicinanze i due più antichi alberghi cittadini, il Risorgimento e il Patria. Al centro dell’ovale di Piazza Sant’Oronzo si può ammirare lo stemma della città, una lupa sotto un leccio e, all’angolo tra Via Trinchese e via Templari, un artistico orologio. Domina su tutto la Colonna di Sant’Oronzo sulla quale vi è la statua di Sant’Oronzo, compatrono con Sant’Irene della città; fu eretta per un voto espresso dalla cittadinanza durante la peste nel 1656. In atteggiamento benedicente la statua in rame, modellata e fusa a Venezia, fu innalzata tra il 1660 ed il 1686, da Giuseppe Zimbalo su di un fusto alto 29 metri: era questo una delle colonne terminali della Via Appia a Brindisi. Nella piazza sono da notare inoltre la ex Chiesetta di San Marco, eretta nel 1543 dai Veneziani (ha un magnifico portale ravvivato da un leone alato) e il Sedile, anch’esso cinquecentesco e testimonianza della secolare presenza di una consistente comunità di commercianti veneti in città (è rimasto sede del Comune fino al 1851). Interessanti i grandiosi resti dell’Anfiteatro Romano, del II secolo d.C. solo in minima parte riportato alla luce; si ritiene potesse contenere 25000 spettatori. Nell’area della Piazza S. Oronzo sorge la Chiesa di Santa Maria della Grazia, dall’armoniosa facciata classicheggiante, costruita verso la fine del sec. XVI da Michele Coluccio su parte dell’anfiteatro.
Attraverso Via Augusto Imperatore si arriva nella Piazzetta Vittorio Emanuele II dove sorge la Chiesa di Santa Chiara di Giuseppe Cino (1687) con l’elegante facciata adornata da un ricco portale.
A destra della Chiesa di Santa Chiara, per Via Arte della Cartapesta (dove val la pena dare una occhiata alle botteghe dove si continua la tradizione della lavorazione della cartapesta) si giunge agli scavi del Teatro Romano, la cui costruzione risale probabilmente all’epoca Augustea.
Da Piazza S. Oronzo si arriva in Via Umberto I dove sorge la Basilica di Santa Croce, la più caratteristica manifestazione del Barocco Leccese. Fu costruita tra il 1549 e il 1646; qui lavorarono i più famosi architetti locali, da Giuseppe Riccardi a Cesare Penna, a Giuseppe Zimbalo con il meglio delle maestranze di intagliatori e scalpellini della pietra leccese. L’interno, a croce latina, è a tre navate e la centrale ha un soffitto a casettoni dorati. Tra gli altari va segnalato quello di San Francesco da Paola, nella cappella a sinistra del presbiterio, con dodici storie del Santo, modellate e intagliate da Francesco Zimbalo nel 1614.
Contiguo alla Basilica di S. Croce è il Palazzo del Governo, ex Convento dei Celestini. I Padri Celestini, arrivati a Lecce sin dal 1352, realizzarono tra la metà del ’500 e la fine del ’600, il grandioso convento, ora sede dell’Amministrazione Provinciale e della Prefettura. Il prospetto barocco del palazzo, a due ordini viene attribuito, il primo a Giuseppe Zimbalo e il secondo, ricco di elementi tipici del rococò, al Cino. Ha una festosa facciata, a bugnato, ravvivata dalle sontuose cornici delle finestre e dalle logie terminali.
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