L’Arcipelago pontino (LT) – parte I – Ponza – Palmarola – Zannone

1 luglio 2009 · 0 commenti

sotto Lazio, Luoghi

Il gruppo delle Isole Pontine o Ponziane è formato da due sottogruppi: Ponza, Palmarola, Zannone e Gavi a nord-ovest verso l’arco peninsulare di Sabaudia-Circeo e Ventotene e Santo Stefano a sud-est verso Gaeta.
Ventotene è quasi un ombelico del Tirreno, ed è anche baricentrica tra Ponza ed Ischia dalla quale dista 20 miglia.
Ponza e Ventotene sono Comuni, gli isolotti sono disabitati.
Ventotene e Santo Stefano sono Riserva Marina e Terrestre, sotto la vigilanza del Ministero dell’Ambiente, con gestione affidata al Comune.
Ponza, per la scenografica vista d’insieme è uno degli approdi più belli del Mediterraneo. Due millenni fa Ponza fu luogo d’esilio per importanti personaggi come Agrippina ma anche durante il fascismo negli anni Venti e Trenta. Fu questa funzione di luogo di esilio che preservò l’isola da scempi urbanistici e turistici che caratterizzarono i decenni in cui l’Italia cominciava a cambiare i suoi luoghi. Poi Ponza è entrata nel grande circo del turismo mediterraneo, senza però perdere la sua identità sfigurando il suo volto, anche nel corso degli anni anche Ponza ha avuto le sue trasformazioni.
Cosa vedere a Ponza Porto.
Resti pre-romani o romani: il vivaio ittico delle Grotte di Pilato; il sepolcreto sovrastante Chiaia di Luna e quello del Bagno Vecchio; tunnel di Chiaia di Luna e per Santa Maria; l’acquedotto scavato nella roccia da Le Forna – Cala Inferno – Santa Maria; le cisterne usate per la raccolta dell’acqua (Dragonara, Grotta dei Serpenti, di Aniello Tagliamonte, dei Migliaccio, del Bagno Vecchio).
Nel nucleo settecentesco: il porto semicircolare con le banchine Molo Musco (esterna) e Tenente di Fazio (interna); il palazzo municipale, la Chiesa Parrocchiale della Trinità, dedicata anche ai patroni Silverio e Domitilla, il Corso Pisacane con le colorate botteghe. Alle spalle del paese in alto la Torre dei Borboni, oggi albergo. Su una collinetta che domina l’ingresso al porto, il piccolo cimitero.
A Ponza Le Forna da vedere la Chiesa dell’Assunta e i resti del Forte Papa.
Palmarola è la gemma dell’arcipelago pontino: le sue rocce vulcaniche multicolori, le acque trasparenti e profonde e fondali da esplorare e da scoprire la rendono secondo alcuni una delle terre emerse dal mare più belle del nostro pianeta.
Caratteristiche da vedere a Palmarola le case-grotta: abitazioni, rifugi, depositi scavati nel settecento ed oltre.
Zannone, con una superficie di 102 ettari, è parte viva del Parco Nazionale del Circeo: è sorvegliata da guardie forestali. La “casa del faro” fa venire alla mente il ricordo di vecchi film del mistero e d’avventura. Alla casa del custode si può visitare il piccolo museo naturalistico; vicino i ruderi del convento medioevale di S. Spirito di Zennone, abbandonato alla fine del XIII secolo.
Zannone è l’unica isola del mare pontino in cui affiora una complessa successione di terreni la cui origine attraversa gli ultimi 400 milioni di anni secondo alcuni o soltanto gli ultimi 250 milioni di anni secondo altri. A Zannone le rocce più antiche si trovano nel margine compreso tra la Punta di Levante, la Punta del Lauro e Capo Negro e sono rocce metamorfiche, rocce emerse per fenomeni tettonici dalle profondità della terra. Nello stesso versante e poco oltre Capo Negro si affaccia una mescolanza di rocce sedimentarie, fatta di calcari, dolomie, argille marine e arenarie. Tutto il resto dell’isola di Zannone si è formato in seguito ad eruzioni vulcaniche: tutta la parte compresa tra il Monte Pellegrino, lo Scoglio del Monaco ed il versante del Varo.
A Zannone il mondo sottomarino riflette la realtà dell’isola in superficie. L’isola fuori è coperta da un mano di fino bosco verde e sotto molte pareti dei suoi fondali sono coperte di un altro bosco marino: selve di gorgonie fitte e fluttuanti dalle chiome viola. Si può vedere inoltre un resto archeologico: una peschiera di età romana ricavata nella roccia e collegata al mare da un condotto subacqueo, accessibile attraverso una scalinata esterna, vicino all’approdo del Varo.

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