Le isole Tremiti (FG)

2 agosto 2009 · 1 commento

sotto Luoghi, Puglia

L’Arcipelago delle Isole Tremiti si trova tra le coste settentrionali del Gargano (12 miglia al largo) e quelle della Dalmazia.
Meta di vacanze ma anche di una escursione giornaliera se siete in vacanza sulle coste del Gargano. Ne vale veramente la pena andare a dare almeno un’occhiata. Ne rimarrete entusiasti e ve ne andrete con la voglia di tornare presto.
Furono scoperte dal grande turismo negli anni Quaranta, prima in provincia di Foggia e poi nel resto d’Italia, e da allora decine sono stati gli appellativi attributi a queste isole che trasmettono incanto e poesia: la tana dei venti, il rifugio delle acque, la dimora della bellezza, le perle dell’Adriatico, ….
Sulle origini delle Isole Tremiti molti studiosi si sono pronunciati con più o meno successo, ma ancora la tesi più accreditata è che un’appendice rocciosa del Gargano sia stata erosa ed isolata dai venti e dal mare.
Le Tremiti, anticamente dette Insulae Diomedae, infatti si chiamavano così forse a causa delle scosse di terremoto che sovente si registrano in mare.
Le Tremiti sono legate al mito di Diomede, approdato qui esule dalla guerra di Troia. Le diomedee, che trovano qui il solo sito riproduttivo di tutto l’Adriatico, sono uccelli appartenenti alla famiglia delle berte e di notte emettono un suono particolare, simile ad un lamento, che la leggenda popolare ha trasportato ai giorni nostri interpretandolo come l’incarnazione dei guerrieri di Diomede che piangono la morte del loro eroe.
L’arcipelago delle Tremiti è formato da cinque isole rocciose e poco popolate: San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa.
San Nicola, San Domino, Capraia e Cretaccio sono vicine tra loro e raggiungibili comodamente con gommoni o imbarcazioni; Pianosa invece non è raggiungibile ed inoltre è riserva marina integrale. San Domino e San Nicola, le due isole abitate, sono visitabili in autonomia, anche a piedi; Capraia e Cretaccio sono accessibili tramite numerosi “Acqua-taxi” in partenza dalle 9.00 alle 17.00.
Le escursioni da fare sono molte, alcune si possono fare a piedi, per i più allenati, alcune è possibile farle solamente in gommone o in motoscafo.
San Domino è la più popolosa e la più votata al turismo. I monaci benedettini la chiamavano “orto di paradiso” per la fertilità e spontaneità di fiori di ogni colore; è in buona parte ricoperta da boschi di Pino d’Aleppo. Le acque che circondano San Domino, come quelle di tutte le Tremiti, sono limpide; la costa è frastagliata, fatta di cale, punte e scogli. Facendo il giro dell’arcipelago in barca, si possono visitare, tra l’altro, la Grotta delle Viole, del Bue Marino e delle Rondinelle e vedere inoltre lo scoglio dell’Elefante, detto così per la sua forma, ed i  Pagliai, monoliti a forma di piramidi che assomigliano a veri pagliai. A San Domino si trovano le spiagge di Cala delle Arene, quella di Cala Matano e la spiaggia sotto i Pagliai, alla quale si arriva soltanto via mare.
San Nicola è l’isola dove si svolge la piccola attività amministrativa. E il centro storico, religioso e amministrativo dell’arcipelago. Viene considerata un museo a cielo aperto per le numerose tracce di un antico e glorioso passato. Dal punto di vista architettonico e artistico val la pena visitare l’isola anche per l’importanza delle sue strutture: l’antica fortezza dell’abbazia benedettina, di origine tardo-medioevale, con l’annessa chiesa dal bel soffitto in legno, un mosaico pavimentale romanico, un grande e ricco pollittico (del 1450 circa), un crocifisso bizantineggiante dipinto del sec. XIII e una interessante ed espressiva statuetta trecentesca raffigurante una Madonna col Bambino.
Grande ed in fase di restauro il convento attiguo che comprende due bei chiostri dalle forme rinascimentali.
Capraia ( detta anche Caprara o Capperaia) è completamente disabitata ma è interessante come le altre; alla punta del faro ha un architiello grandioso d’architettonica naturale.
Cretaccio, con a fianco lo scoglio chiamato la Vecchia, è un ammasso roccioso di colore giallo dovuto alla sua natura argillosa e va scomparendo per le corrosioni incessanti degli agenti atmosferici e marini.
Pianosa è l’isola più distante; è disabitata e senza vegetazione. Ha un’altezza massima di 15 metri, per cui è parzialmente invasa dalle acque.
Dal 1989 è stato istituito il Parco Marino ed è stato possibile preservare tutta l’area costiera e le profondità marine. I fondali marini sono straordinariamente ricchi e popolati di pesci, crostacei, molluschi, coralli e gorgonie che rendono indimenticabile l’esplorazione dei tanti sub che trascorrono le vacanze sull’isola.
La circoscrizione dell’arcipelago nel Parco marino ha di fatto proclamato l’inviolabilità di queste isole, che ormai vengono considerate patrimonio naturale e ambientale dell’intero paese e di conseguenza preservate con la massima attenzione. Appare ovvio ricordare come l’economia tremitese tragga il suo maggior profitto dal turismo e dalla pesca.
Alle isole Tremiti, proprio per la pace che le contraddistingue, vive e torna volentieri a rifugiarsi uno dei più popolari cantautori italiani, Lucio Dalla, che da anni è una sorta di cittadino onorario tremitese; un valore aggiunto dell’arcipelago che attraverso la sua popolarità ha contribuito all’ulteriore valorizzazione delle isole. Grazie al suo slancio Comune e Provincia hanno dato via alla Fondazione “Come è profondo il mare”.
D’inverno sulle isole vivono circa trecento persone, al loro servizio una sola scuola elementare. I collegamenti sono garantiti da un servizio di elitrasporto, da una motonave e da aliscafi in partenza da Peschici, Rodi Garganico, Manfredonia, Vieste e Termoli.

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