Il Parco carsico del Carnè (Ra)

9 febbraio 2009 · 3 commenti

sotto Emilia Romagna, Luoghi

Tra i gessi di Romagna  e quelli di Castelnuovo, nel comune di Brisighella (Ra), il Parco Carnè è uno degli angoli più suggestivi dell’intera collina romagnola.
E’ stato istituito nel 1971 ad opera della Provincia di Ravenna e dei Comuni di Faenza e Brisighella, previo acquisto di un podere abbandonato che si estendeva su circa 20 ettari di superficie, in parte bosco e in parte a prato derivante da ex coltivi. L’area è caratterizzata da una morfologia piacevolmente “mossa”, con affioramenti rocciosi, conche, dossi e doline, e con copertura vegetale varia. .
L’obiettivo prioritario è quello di tutela e conservazione dell’area, che oggi è raddoppiata  grazie ad acquisizioni di proprietà limitrofe,  ma anche di divulgazione naturalistica, poichè il parco si presta a tutte quelle attività didattiche, escursionistiche e di soggiorno nel verde, alla base della conoscenza e del rispetto della natura.
Il parco si estende tutto sul versante nord di un bel tratto della Vena del Gesso romagnola, “catena” rocciosa sui 3/400 metri s.l.m. , molto diversa dal restante Appennino. La Vena si pone come ”cerniera” tra i calanchi più a valle e la grande formazione Marnoso-arenacea più a monte. E’ un corpo geologicamente  giovane, formatosi circa 6 milioni di anni fa per la deposizione di un sale (solfato di calcio biidrato, nome chimico del gesso) al fondo di grandi lagune  soggette a forte evaporazione. I cicli evaporitici furono 16 e ad ognuno corrisponde uno strato, separato dagli altri tramite un’intercalazione argillosa.
Il Parco Carnè è un vero paradiso per speleologi e geologi: oltre ai gessi presenta anche altri due tipi di roccia: i calcari a “Lucina”, così detti per via dei gusci fossili di un mollusco bivalve che frequentemente vi si trovano, e le arenarie.
Oltre alle comuni specie della fauna appenninica (volpe, tasso, donnola, puzzola, faina ghiro, scoiattolo,ecc.) il parco del Carnè ospita anche mammiferi come l’istrice e i pipistrelli; va inoltre segnalato un raro rapace come lo sparviero, qui nidificante, i picchi, il rigolo, il luì bianco e tre specie di notevole valore biogeografico: occhiocotto, passero solitario e sterpazzolina. Interessante anche la presenza di rapaci notturni come il barbagianni, l’assiolo, l’allocco e la civetta.
La flora della Vena del Gesso è ricca e ben diversificata, comprendendo circa 2000 entità. Presenti boschi misti “mesofili”, composti essenzialmente dalla quercia, la roverella, l’orniello e il carpino nero. Si trovano pure altre specie sporadiche come i sorbi, l’acero opalo, il raro tiglio selvatico e l’acero minore. Come arbusti e erbe del sottobosco troviamo il borsolo, alcune gemme preziose viventi come il sigillo di Salomone, l’iris graminacea, la lingua cervina e la ruta di muro.
Orari di apertura del Centro Visitatori (054681468)
da gennaio a marzo; da ottobre a dicembre: sabato, domenica e festivi dalle 9,00 alle 17,00
da aprile a settembre: tutti i giorni dalle 9,00 alle 20,00
Il Parco Carnè offre servizi di campeggio, foresteria, bar-ristorante, zona fuoco e visite guidate.
Info e prenotazioni visite guidate: Ass. Culturale pangea 0546681585
Da maggio a settembre il Parco del carnè propone un ricco calendario di iniziative ed evnti: passeggiatea tema, visite guidate, mopuntain bike, parapendio, orienteering,… Inoltre nello stesso periodo è possibile effetuare su prenotazione escursioni guidate alla grotta Tanaccia, una delle più belle e conosciute grotte della Vena del Gesso romagnola.

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