Gemmano (RN) – Le Grotte di Onferno e La Riserva Naturale Orientata

10 aprile 2008 · 3 commenti

sotto Emilia Romagna, Luoghi

A pochi chilometri da Rimini e Riccione, nella vallata del Conca, e precisamente nel comune di Gemmano (antico borgo medievale distrutto nell’ultima guerra di cui restano soltano dei tratti di cinta muraria), si trovano le Grotte di Onferno, in un’area quasi intatta dal punto di vista ambientale.
Le Grotte di Onferno e la Riserva Naturale Orientata, che si estende per 280 ettari, sono un’attrattiva naturale singolare e importante della provincia riminese. Le cavità delle grotte oltre al bello spettacolo della natura sotterranea offrono tantissimi motivi di interesse geologico e faunistico.
Le grotte di Onferno rappresentano un complesso carsico di notevole valore, scavato da un fiumiciattolo sotterraneo che nel corso di millenni ha formato grandi stanze sovrastate da strane formazioni geologiche.
Sono state esplorate per la prima volta nel 1916 e tutto il complesso carsico si sviluppa nel sottosuolo per circa 750 metri tra ambienti posti a diversi livelli e collegati da stretti cunicoli. Le grotte  di Onferno ospitano una delle più numerose colonie di chirotteri (pipistrelli) d’Italia (sono stimati circa 6000 – 7000 esemplari).
Il nome Onferno è relativamente recente: “Castrum inferni” si chiamava un tempo questo grazioso paesino arroccato sulle colline della valconca; nei secoli il nome è diventato addirittura Inferno (fino al 1810) prima di stemperarsi nell’attuale Onferno. Il motivo di questo sinistro richiamo era dovuto alle fumate di vapore che nei mesi invernali, specie al crepuscolo, emanavano dalle rocce lasciando immaginare che proprio lì si celasse l’ingresso degli inferi. In realtà il fenomeno delle fumate è causato semplicemente dalla differenza termica tra l’interno della grotta e l’esterno; si dice che proprio da qui Dante abbia tratto ispirazione per gli ambienti della Divina Commedia.
Le Grotte di Onferno si possono visitare accompagnati da una guida del Centro visite (la visita deve essere prenotata e dura circa un’ora e mezza), che fornisce anche l’attrezzatura di base (un casco e una torcia) ma si consiglia un abbigliamento adatto alla temperatura della grotta (12 – 14° C) e al fondo che in qualche tratto può essere sconnesso e scivoloso. Il percorso aperto al pubblico si sviluppa per circa 400 metri, dalla risorgente all’inghiottitoio del torrente e permette di vedere le concrezioni e gli ambienti più spettacolari; l’illuminazione è piuttosto scarsa e gli ambienti sono stati lasciati “al naturale” per quanto possibile. Il punto di partenza è il Centro visite, ospitato nella canonica della ex Pieve di S. Colomba insieme ad un Museo naturalistico interattivo con annesso giardino botanico. Un camminamento di 70 metri raggiunge la risorgente, da dove si segue una galleria, accanto alla quale scorre il torrente, prima di raggiungere alcune concrezioni calcaree (alabastrini) dal colore arancio vivo determinato dalla presenza di ossidi di ferro. Prima dell’uscita si attraversano altre sale di dimensioni maggiori a causa di crolli avvenuti nel tempo e la Sala Quartina dalla cui volta pendono alcuni mammelloni (giganteschi ammassi di cristalli sul soffitto delle sale); questa sala è dedicata allo speleologo che per primo esplorò le grotte.
La visita comprende un’escursione nel bosco ed una sosta nella Fabbrica del Gesso.
La Riserva Naturale Orientata circonda l’area delle grotte e presenta una vegetazione densa e ricca, una fauna con presenza di animali selvatici rari e una geologia particolare con formazioni gessose e calanchi. Ospita numerose specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi. I caprioli, assai numerosi, scendono lentamente i calanchi all’alba e al tramonto. Nel cielo di Onferno volano numerosi i falchi, dalle maestose poiane ai rapidi gheppi.
La Riserva Naturale Orientata è stata istituita nel 1992 per tutelare il complesso carsico di Onferno e per assicurare la protezione della flora e della fauna caratteristiche del luogo, nonchè per favorire la pratica di tecniche di coltivazione a basso o nullo impatto ambientale. Si tratta di un territorio bello e vario che consente escursioni osservazioni naturalistiche di ottimo livello favorite anche da una buona segnaletica. Tra i principali sentieri sono segnalati il Sentiero della Madonna della pioggia, il Sentiero del Faggio e il Sentiero botanico. Gli aspetti naturali dell’area sono illustrati nel museo vicino all’entrata delle grotte.
Presso la Riserva Naturale Orientata di Onferno è attivo un Centro di Educazione Ambientale (CEA) riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna. Qui si effettuano progetti educativi aperti ad allievi dalle materne alle superiori.
Orari apertura biglietteria Grotte Onferno e Museo Naturalistico:
Dalla seconda domenica di giugno fino alla seconda domenica di settembre: tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 (luglio e agosto sabato e domenica visita notturna ore 22.30)
Aprile, maggio e dal 1 al 9 giugno e dal 15 al 30 settembre: sabato e domenica dalle 15 alle 18
Gennaio, febbraio, novembre e dicembre: domenica dalle 14.30 alle 16.30
Marzo e ottobre: domenica dalle 15 alle 17.30
Per gruppi di almeno 15 persone aperto su prenotazione in qualsiasi periodo; tutte le visite in grotta sono guidate.
Costo biglietti:
Grotta e Museo
intero 7,00 euro (i bambini dai 6  ai 12 anni pagano 5 euro e i bambini sotto i 6 anni pagano 1 euro) (gli over 65 pagano 5,50 euro)
Museo 2 euro
Da non perdere infine l’antico castello di Onferno che ha ripreso  vita e fisionomia; la piazzetta al centro del borgo è stata recuperata e conservati gli affioramenti di gesso. La vista dalla piazza è di quelle tolgono il fiato e curano lo spirito, con san Marino sullo sfondo della valle del Conca e sassofeltrio arroccato in primo piano.

per maggiori info: www.grottedionferno.com

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florantes 18 aprile 2008 alle 20:36

Una buona idea per una domenica pomeriggio diversa dal solito..

rosmar 11 maggio 2009 alle 21:53

Ieri 10 maggio 2009 è stato inaugurato il Museo Multimediale Polifunzionale di Onferno, nato da una convenzione di ricerca tra il Comune di Gemmano e il Centro di Ricerca TE.M.P.L.A. (Tecnologie Multimediali per l’Archeologia) del Dipartimento di Archeologia dell’Università degli Studi di Bologna.
Il Centro di Ricerca TE.M.P.L.A. che ha ideato il progetto di un prototipo oggi unico in Italia, ha poi curato l’intero allestimento dell’apparato tecnologico e museale nella fase esecutiva.
Il nuovo museo di Onferno si configura come un museo tematico, deputato a esposizioni virtuali. La funzione multimediale svolta da un elaborato sistema proiettivo, rende questa struttura duttile e poliedrica. Storia, arte, scienze e morfologia del territorio sono solo alcuni dei molteplici aspetti che concorreranno alla riscoperta della ricchezza del territorio di Gemmano: l’antica Signoria dei Malatesta, il passaggio della Linea Gotica, i chirotteri della Riserva Naturale Orientata di Onferno, gli splendori paesaggistici della Valle del Ventena e della Valconca.
La virtualità consente al visitatore uno scambio immediato e diretto con una struttura priva di ogni sorta di barriera, sia essa riconducibile all’architettura del luogo sia alla presenza/assenza di supporti fisici.
Un valore aggiunto è costituito dalla polifunzionalità di un ambiente che si modella e trasforma insieme alle mutevoli esigenze del territorio in cui è ubicato. E’ così che il museo virtuale si trasforma, con un semplice click, in sala cinema/teatro, in sistema di esposizione museale statica e dinamica, in biblioteca comunale, o in sala conferenze.

info su http://www.archeologia.unibo.it

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