Gradara (PU) – Il paese di Paolo e Francesca

22 aprile 2008 · 6 commenti

sotto Luoghi, Marche

Un’altra meta FUORIDALCAOS da visitare se siete in vacanza a Rimini, Riccione o Cattolica è Gradara, comune in provincia di Pesaro e Urbino, al confine tra Marche e Romagna. Gradara è stata insignita della Bandiera Arancione e inoltre fa parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia“.
La fortunata posizione di Gradara la rende, fin dai tempi antichi, un crocevia di traffici e genti: durante il medioevo la fortezza è stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie dello Stato Pontificio e le turbolente Casate marchigiane e romagnole, mentre ai giorni nostri, grazie alla vicinanza dal mare, si trova subito nell’entroterra di una delle principali mete turistiche dell’Italia, la Riviera marchigiano-romagnola.
COSA VEDERE a Gradara
La parte più rappresentativa di questo borgo è la Rocca. La Rocca di Gradara e il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia e le due cinte murarie che proteggono la fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle più imponenti. Il castello di Gradara sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare e il mastio, il torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l’intera vallata. La rocca di forma quadrilatera, con torri angolari, fu eretta nella prima metà del sec. XIII; poi fu ampliata dai Malatesta fra il 1293 e il 1324. Nel 1494 fu restaurata da Giovanni Sforza (marito di Lucrezia Borgia). Dopo secoli di ingiurie e passaggi di mano (dai Borgia ai Della Rovere, ai Medici) questo monumento agli inizi del secolo era poco più di un rudere. Il suo aspetto attuale è frutto degli interventi attuati dall’ultimo proprietario, Umberto Zanvettori. Oggi il castello fa parte dei beni dello Stato.
Interessanti il portico e la loggia, l’armeria e la camera di tortura; nella cappella all’altare si trova una terracotta di Andrea della Robbia; al piano superiore si possono vedere mobili del ‘400 e del ‘500.
Sotto il mastio e sotto il corpo centrale del castello si sviluppano due cinte murarie: la prima contiene il giardino e la piazza d’armi; la seconda invece racchiude il borgo. Via Umberto I unisce la porta del castello alla porta del borgo; è una ripida strada su cui si affacciano basse palazzine in stile che ospitano curate botteghe di artigianato e piccoli ristorantini.
Chi cerca luoghi più appartati e romantici deve invece seguire il Sentiero degli innamorati che circonda la collina passando per il parco pubblico e l’area della falconiera, per l’osservazione e l’esibizione dei rapaci.
Ma l’attrattiva maggiore è la stanza di Francesca da Polenta (meglio nota come “da Rimini”), con il letto, il leggio del libro “galeotto”, la botola per la quale il bel Paolo, cognato-amante, non riuscì a sfuggire alla vendetta del fratello Gianciotto Malatesta. Secondo la tradizione, il fatto d’amore, gelosia e sangue raccontato dall’Alighieri (Inferno – girone dei lussuriosi), si sarebbe svolto qui e Gradara sarebbe il nido d’amore di Paolo e Francesca. Francesca da Polenta, figlia di Guido Minore, signore di Ravenna, seguendo la norma delle alleanze matrimoniali, sposò nel 1275 Giovanni “lo Zoppo”, figlio di Malatesta da Verucchio e signore di Gradara. La donna rimaneva spesso sola nel castello e Paolo, fratello di Giovanni, prese a frequentarla sempre più spesso. Francesca sedotta dal bell’aspetto di Paolo e si lasciarono andare alla passione sentimentale che li condusse al dramma finale. Un giorno, presi dalla lettura della vicenda di Lancillotto e Ginevra, i due giovani non riuscirono a frenare il loro impeto amoroso. Sorpresi dal marito furono entrambi trafitti con la spada.
“Amor ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona,…”
“La bocca mi baciò tutto tremante…. Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse…”

Per maggiori www.gradara.org

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