Solo una piccola parte del territorio del comune di Bagno di Romagna è urbano, cioè abitato dall’uomo. La maggior parte del territorio comunale, che si trova sull’Appennino Tosco-romagnolo tra le alte valli dei Bidenti e del Savio, racchiude grandi spazi naturali ricchi di flora e di fauna. I più pregiati ed incontaminati, come la Foresta della Lama o la Riserva Naturale integrale di Sassofratino, sono conservati dal “Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, altri sono tutelati all’interno dell’area Wilderness “Fosso del capanno”, la prima sorta in Italia.
Numerose sono le escursioni che si possono quindi effettuare durante il soggiorno termale a Bagno di Romagna, per poter godere delle bellezze naturali di questo luogo veramente Fuoridalcaos. Ne elenchiamo alcune, ma sono moltissime le possibilità che questa zona offre, un po’ per tutti i gusti e per tutte le età.
Una di queste passeggiate è quella che collega Bagno di Romagna con la Fonte di Chiardovo, attraverso un viale alberato di tigli lungo circa un chilometro che attraversa la piccola valle del torrente Volanello, passando tra orti e campi lavorati. Il sentiero è asfaltato ed è chiuso al traffico; ha un leggero dislivello ed è facilmente percorribile; lungo il percorso di trovano panchine e 7 tavole didattiche esplicative dei vari aspetti del territorio (vegetazione, fauna, geologia, mestieri, case, ecc). La particolarità di queste tavole è di essere ad altezza ed inclinazione adeguate all’utilizzo da parte di persone disabili o non vedenti, poichè hanno disegni e testi anche in Braille. Dalla Fonte di Chiardovo sgorga un’acqua dal caratteristico odore di uovo. L’acqua sulfureo-bicarbonata, fredda, oligominerale è rinomata per i suoi benefici salutari.
Molto vicino all’inizio del viale che conduce alla Fonte del Chiardovo si trova l’inizio della mulattiera comunale di Pietrapazza. Il percorso di circa 8 chilometri richiede circa un’ora di cammino e si snoda attraverso mulini, case di pietra, chiese, muretti a secco; attraverso una valle bellissima e romantica, ora dole ora apsra. La piccola frazione di Pietrapazza coincide con lo spartiacque fra le due valli del Bidente e del Savio; il turista che giunge qui può ammirare uno splendido panorama della valle.
Interessante la Strada dell’Alpe, ovvero la strada che collega Bagno di Romagna a Passo Serra, valicando l’Appennino. Questa strada era quella utilizzata già nel Duecento dai pellegrini romei per raggiungere Roma da Bologna. Una strada ricca di fascino che attraversa una delle zone meno conosciute e meglio conservate delle foreste tra Toscana e Romagna.
La strada dell’Alpe fiancheggia l’area detta Fosso del Capanno, cioè un’area wilderness; è stata la prima area ad essere stata così denominata in Italia, in quanto zona mantenuta in stato selvaggio per conservare l’antica situazione ambientale.
Un’altra escursione interessante, ma non per tutti, può essere quella di percorrere la Mulattiera di Passo Serra, che inizia come sterrata a Sud di Bagno di Romagna lungo la Strada Provinciale 37 ed un tempo, prima che venisse aperta la strda dei Mandrioli, era l’unica via di collegamento tra la Val Savio e la Toscana. La stradina si snoda lungo il fosso delle Gualchiere e attraversa borgo Gualchiere, un borgo composto da case e e da un’antica gualchieria, un mulino, una fornace ed una segheria ad acqua. Passato il borgo la mulattiera comincia a salire e diventa selciata, passa nell’area wilderness ed è priva di sentieri segnati. Dopo un percorso tortuoso di circa 4 km, per circa un’ora di cammino, si arriva al pianoro di Nasseto, dove si può godere di una splendido panorama . Da qui si arriva poi al Monte Zuccherodante attraverso uno splendido viale d’aceri.
Attraverso sentieri segnati da Bagno di Romagna e da San Piero in Bagno, ma anche comodamente in auto da San Piero in Bagno, si può raggiungere il Santuario di Corzano, sull’omonimo colle. Sul colle che si trova a 678 m s.l.m. sono visibili i ruderi facevano parte di un castello medioevale dei Conti Guidi (la cisterna e una parte della rocca). Ai piedi del colle sorge il Santuario, con una massiccia e bassa muratura. Fu costruito nell’Ottocento intorno ad una chiesetta dove veniva venerata un’immagine della Madonna che secondo la tradizione avrebbe fatto cessare violenti terremoti. L’affresco, opera di un pittore tardogotico romagnolo del Quattrocento, è conservato nel Santuario attuale tra la navata e il transetto. Ancor oggi l’immagine è molto venerata; ad essa sono dedicate in particolare due feste: la Domenica in albis (cioè la prima domenica dopo Pasqua) e l’ultima domenica di agosto. La sera che precede tali feste nelle campagne vengono accesi fuochi. Il Santuario è stato recentemente restaurato.
A 7 km da Bagno di Romagna un’altra escursione che si può fare, comodamente in auto prendendo la strada che conduce ad Alfero, è quella ai Laghetti del Comero (Lago Pontini, Lago Lungo, Lago di Acquapartita), luoghi di relax e svago. Lago Pontini e Lago Lungo si sono generati a seguito di una frana avvenuta nel 1855, mentre il Lago di Acquapartita è stato realizzato più recentemente nell’antica sede di una lago dove non vi era più acqua (ovvero l’acqua era “partita”). I laghi sono circondati da boschi e castagni dove si può effettuare trekking attraverso sentieri segnati, andare in mountain bike o a cavallo. Vi sono aree per il pic nic e anche ristoranti e chioschi. Si può effettuare la pesca sportiva in ogni periodo dell’anno (trote, tinche, carpe, lucci). Per gli appassionati di funghi questi luoghi sono l’ideale; vi si possono trovare porcini, e anche altre specie: trombette dei morti, russole, mazze di tamburo, galletti, ovuli,..
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