Se siete in giro in Veneto, in particolare nella provincia di Vicenza, può essere piacevole una tappa a Cesuna, frazione di Roana, dove si può visitare un curioso Museo: il Museo dei Cuchi (Via XXVII Aprile 16 - Cesuna di Roana).
Gli orari di apertura del museo: dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.00. Fuori stagione il museo è chiuso il lunedì.
Cosa sono i cuchi? Anche noi ce lo siamo chiesti appena abbiamo visto le indicazioni di questo museo.
I cuchi sono strumenti popolari a fiato, ovvero fischietti di terracotta, che hanno origini lontanissime; così lontane nel tempo che per indicare una cosa o una persona vecchia è nato il modo di dire “vecio come el cuco”.
Tracce dell’esistenza dei cuchi si trovano nella preistoria, nell’età del bronzo, durante i fasti del mondo greco e così via fino ad oggi. L’interesse a questi strumenti a fiato si è sviluppato a fine Ottocento e si è accentuato negli ultimi venti anni.
I cuchi nel corso dei secoli sono stati costruiti per tanti scopi diversi: per imitare gli uccelli, per segnare il trapasso dalla vita alla morte, per allontanare gli spiriti cattivi, per riti scaramantici, per allontanare i predatori dalle coltivazioni da parte dei contadini, per gioco dai bambini, come pegno amoroso.
I Paesi nel mondo più coinvolti nella produzione e nell’uso dei cuchi sono in America Latina (Perù, Brasile, Messico), in Asia (Turchia, India, Cina, Giappone), in Europa (Inghilterra, Norvegia, Svezia, Germania, Finlandia, polonia, Svizzera, Romania, Ungheria, Jugoslavia, Bulgaria, Portaogallo, Graecia, Spagna, Russia). In Italia la cultura dei fischietti ha i suoi centri in Puglia, in Basilicata, in Umbria, in Abruzzo, in Toscana, in Lazio, in Emilia Romagna, ma soprattutto in Veneto.
Nelle fiere e nelle sagre del Veneto è frequente vedere i cucari, che allestiscono banchetti dei cuchi, alternati ai dolci dal sapore casalingo.
Nota è la “Sagra del fischietto popolare” che si tiene il 25 Aprile a Canove, nell’Altopiano di Asiago, per la Festa di San Marco.
Nel Veneto sono stati e sono tuttora importanti i cuchi delle Nove; questi fischietti all’inzio erano piccoli e raffiguravano uccelli, in particolare dei galli. In seguito la parte suonante venva attinta a delle raffigurazioni stampate e le dimensioni sono aumentate; gli oggetti più grandi sono stati quindi chiamati “arcicuchi”.
Per avere un suono più modulato e dolce i cuchi potevano avere un serbatoio d’acqua; lasciando il serbatoio a secco, il suono diventava più acuto, tenendo presente che il suono si differenziava nei vari cuchi per l’inclinazione del beccuccio, per le dimensioni della cassa, per la creta con cui era realizzato il fischietto.
Nel tempo purtroppo i fischietti di latta e di plastica hanno preso il sopravvento su quelli di terracotta.
Proprio per mantenere viva la tradizione dei cuchi, è nata l’idea di raccogliere questi strumenti popolari in un museo: una mostra di fischietti realizzati da pazienti artigiani un po’ in tutto il mondo, nelle più varie tipologie, da quelle zoomorfe ( galli soprattutto, ma anche cavalli, asini, pesci, uccelli, rane, rettili) a quelle antropomorfe (pastri, contadini, carabinieri, soldati, santi, madonne), fino a quelle più recenti dove l’artista ha dato libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione.
Cesuna di Roana (VI) – Il Museo dei cuchi
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