Castel Gandolfo è uno dei 15 comuni dei Colli Albani, situato all’interno del Parco dei Castelli Romani. Sorge sul sito della mitica città di Albalonga e trae il suo nome dalla famiglia dei Gandolfi, famiglia ligure che costruì il proprio castello in questo luogo intorno all’anno 1000.
Nel XIII secolo il castello diventò feudo dei Savelli, con alterne vicende, fino al 1597, quando venne ceduto con vendita forzata alla Camera Apostolica. Più tardi, nel 1608, venne dichiarato proprietà inalienabile della Santa Sede ed i Papi la scelsero per le loro “purghe”: periodi di riposo incentrati principlamente in primavera. Nel XVII secolo Papa Urbano VIII trasformò l’antica Rocca dei Savelli, su progetto di Carlo Maderno e, sotto il pontificato di Alessandro VII, venne chiamato ad occuparsi dei lavori il massimo genio del barocco romano, Gianlorenzo Bernini, che diede alla piazza l’aspetto attuale, progettando la Chiesa di San Tommaso di Villanova e la piazza antistante il Palazzo Pontificio.
Cosa vedere nel centro di Castel Gandolfo.
Via Galleria di Sopra: collega Castel Gandolfo ad Albano costeggiando la parte alta del lago. E’ così chiamata per la splendida galleria naturale creata dagli alberi secolari che la fiancheggiano.
Piazza della Libertà: centro delle maggiori attività del borgo è un mirabile complesso architettonico-urbanistico realizzato nella seconda metà del XVII secolo su progetto di Gianlorenzo Bernini.
Fontana del Bernini: risale al 1661 ed è uno dei capolavori berniniani della Piazza della Libertà. Il disegno, ispirato alla pianta di san Pietro, è simile alla fontana di Sant’Andrea della Valle a Roma. L’acqua proveniente dall’antico acquedotto di “Malafitto” alimenta i quattro zampilli della fontana.
Chiesa di San Tommaso da Villanova: fu edificata nel 1659 demolendo in parte la chiesa di San Nicola costruita cinquant’anni prima. E’ uno dei capolavori di Gianlorenzo Bernini. All’interno, a croce greca, presenta notevoli stucchi di Antonio Raggi che incorniciano tele di Pietro da Cortona, Giacinto Gemignani e Guglielmo Cortese. La sottostante Cripta conserva altri interessanti affreschi seicenteschi.
Palazzo Pontificio: fu realizzato su progetto di Carlo Maderno e si affaccia su Piazza della Libertà. E’ coronato da un prezioso orologio a sei ore con fondo a mosaico. Caratteristico il portale di accesso che, nei periodi di soggiorno del Pontefice, è sorvegliato dalle guardie svizzere, con la storica uniforme. Fa parte delle Ville Pontificie (si estendono sui resti dell’antica residenza dell’Imperatore Domiziano) insieme a Palazzo Barberini, agli edifici che ospitano la Comunità delle Maestre Pie Filippini con la Scuola Materna a Villa Cybo e, all’estremo limite in direzione di Albano, ai due Monasteri di clausura delle Monache Basiliane e delle Suore Clarisse.
Nel Palazzo Pontificio si trova la Specola Vaticana, che può essere considerato uno degli osservatori astronomici più antichi del mondo; risale infatti al XVI secolo. Si pone come istituto di ricerca scientifica direttamente dipendente dalla santa sede , che fa capo al governatore dello Stato della Città del Vaticano. La Specola collabora con molti istituti astronomici su scala mondiale, indagando su temi interdisciplinari che interessano scienza, filosofia e teologia.
Villa Barberini: sorge su fondamenta romane ed è passata alla Santa Sede nel 1929 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Nei suoi locali è ospitato l’Antiquarium, dove sono conservati i materiali rinvenuti nel parco della villa e nei dintorni. Per la visita occorre fare domanda alla direzione delle Ville Pontificie.
Castel Gandolfo si affaccia sul Lago Albano, un grande bacino naturale di forma ellittica, che si è formato dall’unione di due crateri preistorici del Vulcano laziale. Alimentato da acqua piovana e da diverse sorgenti idrotermali, ferruginose e magnesiache, è sede naturale di competizioni sportive. Nel 1960 ospitò le gare di canoa delle Olimpiadi.
Sulle sue acque si specchiano rilevanti reperti dell’epoca romana: l’Emissario Romano (il canale sotterraneo scavato dai romani nella massa di peperino nel 398 a.C. per regolare il livello delle acque del Lago Albano e, secondo la leggenda, per propiziare la caduta di Veio. L’emissario, è una grandissima e affascinante opera di ingegneria idraulica), il Ninfeo Dorico (perfettamente conservato, di epoca tardo repubblicana; è scavato all’interno del cratere lacustre ed è rivolto verso il Monte Cavo) e il Ninfeo Bergantino ( o “Bagni di Diana” per un mosaico che raffigura la Dea della caccia, ritrovato in zona).
Tra le feste che si svolgono a Castel Gandolfo ricordiamo: la sagra delle Pesche l’ultima domenica di luglio (dopo una messa solenne dei bambini in costume tradizionale offrono dei doni al Pontefice; si prosegue con manifestazioni folcloristiche e con la distribuzione gratuita di pesche) e la festa di San Sebastiano la prima domenica di settembre (festa religiosa dedicata al Santo Patrono: una giornata di spettacoli musicali e manifestazioni varie che si conclude con i fuochi pirotecnici sul lago).
Castel Gandolfo (RM)
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