Cinque Terre (SP)

3 ottobre 2009 · 3 commenti

sotto Liguria, Luoghi

Cinque Terre - VernazzaQuasi all’estremo levante della riviera, si possono visitare le Cinque Terre, cinque borghi nascosti in piccole insenature o aggrappati alle rocce a picco sul mare, in un paesaggio unico al mondo. Nel medioevo il nome “terra” designava il borgo; da qui il nome di Cinque Terre.
Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore ed il loro mare sono il cuore di un Parco Nazionale; l’UNESCO nel 1997 le ha dichiarate Patrimonio dell’Umanità. Tutto il territorio, che va da Punta Mesco a Punta Monte Nero, fa parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre e Area Marina Protetta, istituita nel 1997 e ampliata nel 2004. La presenza di specie animali e vegetali è particolarmente ricca: le pareti rocciose e le numerose secche sono popolate da diverse e coloratissime gorgonie, mentre lungo la costa è presente la Posidonia oceanica.
Il mare, le colline, i vigneti, gli antichi borghi di pescatori, le chiese di stile genovese dischiudono paesaggi incantevoli.
La popolazione di questi luoghi, originariamente agricola, viveva sulle alture. Scesa sul litorale quando il mare, finite le incursioni saracene, è diventato sicuro, ha popolato i borghi alla foce dei torrenti in riva al mare.
La costa delle Cinque Terre è aspra e selvaggia. Alte falesie che si tuffano a strapiombo nei fondali blu cobalto del mare mascondono minuscole spiagge di ghiaia a Riomaggiore e Vernazza o piccoli “scali”, come a Manarola, per tirare le barche ”a secco” quando il mare è in tempesta. qui in estate i bagnanti si mescolano ai pescatori. Tra Vernazza e Corniglia si raggiunge a piedi la romantica spiaggetta di Guvano. Una spaiggia più ampia in sabbia, attrezzata, si trova solo a Monterosso al Mare.
Monterosso al Mare: arrivando da Genova, passata Punta Mesco, è il primo paese che si incontra; con il borgo antico e la sua unica ampia e attrezzata spiaggia è meta culturale e balneare. La passeggiata a mare collega il centro storico al nuovo quartiere di Fegina. Da vedere: la medioevale Torre Aurora che divide il borgo antico dalla parte nuova, il Crocefisso di Van Dyk nella Chiesa di San Francesco e la Chiesa di San Giovanni Battista  con la facciata genovese a strisce bianche e nere e bellissimo rosone; sulla collina il Santuario settecentesco di Soviore con annessa foresteria.
Vernazza: è situata alla foce di un torrente; è protetta naturalmente dalle insidie del mare da un promontorio roccioso ed è, da sempre, l’unico approdo sicuro delle Cinque Terre. Con le sue torri, presenta ripidi e strettissimi percorsi che scendono allo scalo nell’incantevole baia. Da vedere la Chiesa parrocchiale che ripete temi del romantico-genovese. Sopra Vernazza il Santuario della Madonna di Reggio. Fa parte del circuito “I borghi più beli d’Italia”.
Corniglia: arrampicata sul colle, è la sola a non essere sul mare, ma adagiata su una collina circondata da vigneti; ha un suo fascino dolcemente ideale per vacanze a contatto con la natura. Da vedere la Chiesa di San Pietro, chiesa tardo-romanica, con bellissimo rosone, forse la più antica delle Cinque Terre. Molto suggestivo il campanile ottagonale. Sopra il paese il Santuario di San Bernardino.
Manarola: borgo medioevale arroccato su uno sperone; insieme a Riomaggiore, con le case affastellate in un variopinto mosaico e affacciate sul mare, è dei cinque paesi il più tipico e selvaggio. Il borgo è dominato dalla Chiesa di San Lorenzo, tardo-romanica con splendido rosone. Sopra Manarola interessante l’antica chiesa romanica della Madonna della Salute. Fa parte del circuito “I borghi più belli d’Italia”.
Riomaggiore: è collegata a Manarola dalla Via dell’Amore, una passeggiata scavata nelle pareti rocciose a due passi dalle onde. Interessanti i due portali laterali del XIV secolo della chiesa. In testa a Riomaggiore da vedere il Santuario della Madonna di Montenero.
Nelle stazioni di Riomaggiore e Vernazza da vedere i murales di Silvio Benedetto; mettono in chiaro la storia degli umili protagonisti delle Cinque terre: uomini e donne che in mille anni di storia hanno costruito e ricostruito oltre otto milioni di metri cubi di muretti a secco con sassi d’arenaria senza l’uso di alcun materiale di coesione.
Il modo migliore per scoprire, cercare di capire e “gustare” le Cinque Terrre è senza dubbio quello di percorrerle a piedi. Lungo i sentieri e le scalinate centenarie, che fino a poco tempo fa erano le uniche vie di collegamento tra i cinque borghi, si subisce l’incanto di questo paesaggio e dei suoi panorami appesi tra il cielo e il mare. I terrazzamenti coltivati a vigneto si alternano con fasce di ulivi e là dove l’uomo non si è impossessato della terra domina la macchia mediterranea, con i tondi cespugli delle euforbie, le ginestre, i cisti bianchi e rosei, le agavi e l’elicriso con il suo forte profumo speziato.
Sulle colline delle Cinque Terre una passeggiata pittoresca unisce i Santuari posti in uno scenario da favola sopra i paesi a picco sul mare.
Sentieri panoramici e ben individuabili grazie all’opera del CAI sono frequentati da appassionati dell’escursionismo e del trekking.
I sentieri  sono tutti generalmente percorribili anche se occorre prestare sempre attenzione ai dislivelli da superare ed ai punti esposti; anche se ubicati in vicinanza del mare hanno le caratteristiche dei sentieri di montagna e sono per diversi tratti privi di protezione. A causa del fondo a volte accidentato si consiglia di dotarsi di calzature adeguate. In caso di cattivo tempo alcuni tratti del sentiero 2, quello che collega direttamente le 5 terre, per il periodo di frane, possono venire chiusi per precauzione e quindi si rende necessario informarsi in loco sulla loro percorribilità.
E’ possibile noleggiare biciclette o cavalli con il supporto di validi accompagnatori in appositi punti attrezzati dal parco delle Cinque Terre. Situati in fascia media alta sono raggiungibili con i servizi della mobilità interna del parco. Si possono inoltre fare originali escursioni su di una carrozza trainata da cavalli.
Caratteristica unica delle Cinque Terre sono i vigneti pensili, realizzati su terrazzamenti a picco sul mare che rappresentano uno stupendo esempio di architettura-paesaggio creata dall’uomo in una natura impervia. Sorretti da più di 7000 km lineari di muri a “secco“, sapientemente messi in opera senza alcun legame cementizio, sono coltivati a vigneto fino quasi a lmbire le onde del mare.
Le Cinque Terre sono famose per i vini DOC che vi si producono. I terrazzamenti coltivati a vigneto nel  mese di settembre si animano di uomini e donne che portano attraverso le fasce ceste ricolme di uva dorata e offrono un bianco secco ed un passito, lo Sciachetrà, raro e prezioso. Solo uve selezionate, dopo un appassimento in arieggiate soffitte al riparo dall’umidità e dalla luce del sole, saranno pronte per la produzione di questo famoso vino dolce.
La cucina di questi luoghi tramanda le vecchie ricette e le erbe aromatiche, che nascono spontanee, ne eslatano i sapori primari; si possono gustare torte di riso e di verdura con zucchine, bietole, borragine ed erbette selvatiche.
Ma il mare senza dubbio è il principale protagonista a tavola con abbondante scelta di pesce fresco. In estate c’è la ricchezza e la bontà delle acciughe di Monterosso pescate con la lampara.
Per visitare in modo economico e semplice le Cinque Terre si consiglia di munirsi della Cinque Terre Card, abbinabile anche al biglietto del treno, che consente di salire e scendere a piacere su tutta la tratta da  Levanto a La Spezia. Con la tessera possono essere utilizzzati gratuitamente i pulmini ecologici del Parco e gli ascensori pubblici, si possono attraversare gratuitamente tutti i percorsi pedonali e utilizzare le aree attrezzate del Parco, si può accedere gratuitamente ai musei del territorio (Museo delle Cinque Terre Antiche a Riomaggiore, Museo dello Sciacchetrà a Manarola e antico frantoio a Groppo), all’acquario virtuale e al centro di stagionatura delle acciughe a Monterosso. La Cinque terre Card è disponibile nella versione per 1 giorno, 2 giorni, 3 giorni e 7 giorni.

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